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Pci: «Bisogna rifare le elezioni da capo. Follonica in mano ad un sindaco che non ha vinto»

FOLLONICA – «Qualcuno grida all’incredibile per quanto sta succedendo a Follonica rispetto alle elezioni di maggio e al ricorso presentato da Di Giacinto che ha molte probabilità di essere accolto» afferma la segreteria del PCI Federazione di Grosseto. «Lo fanno i sostenitori della maggioranza della Città del Golfo e amministratori del centro sinistra  di alcuni comuni limitrofi che sostengono che si ingesserà l’attività istituzionale a ridosso della stagione turistica  spendendo soldi inutili visto il grande vantaggio della coalizione guidata da Benini».

«Da una parte le stesse persone sostengono la legittimità del ricorso e dall’altra affermano che questo sia politicamente inopportuno. Per la Federazione del PCI di Grosseto queste affermazioni sono paradossali e rasentano l’assurdo. Secondo la segreteria del PCI ci sono delle regole che si chiamano leggi e parlano molto chiaro: nei comuni come quello di Follonica, così come per tutti i comuni sopra i 15000 abitanti, il sindaco è eletto al primo turno se ottiene il 50% + 1 dei voti validi. In caso che questo non avvenga si va al turno di ballottaggio. Così si fa in tutta Italia ma Follonica qualcuno della coalizione di centro sinistra afferma che tutto questo sia incredibile e inopportuno per il margine di voti che separa Benini da Di Giacinto. Il PCI fa alcune semplici riflessioni».

«Primo: non è vero che si aumenta la spesa per nuove elezioni perché le risorse per il ballottaggio erano già previste per le caratteristiche demografiche del comune. Secondo: le regole di uno Stato democratico devono essere osservate in tutti i casi proprio per garantire la democrazia. Non c’è dell’incredibile, dell’inopportuno, c’è semplicemente il rispetto delle regole democratiche. Terzo: lo spoglio è stato effettuato dagli scrutatori e dal presidente ma dal momento che da subito vi erano state contestazioni sull’assegnazione di schede incredibile e poco opportuno è il fatto che non sia stata effettuata un’immediata verifica e riconteggio delle schede, non per forma ma per tutela della legge e rispetto di quei principi di trasparenza e democrazia spesso invocate ma altre volte dimenticate».

Il Pci ritiene invece che «sarebbe stato opportuno proprio che dalla stessa maggioranza proclamata venisse l’input e la pretesa che gli organi superiori effettuassero un riconteggio di quei voti per eliminare contestazioni e chiudere nei tempi giusti la vicenda. Benini è stato proclamato sindaco, il consiglio si è insediato, la giunta nominata, formalmente tutto è regolare ma sostanzialmente ed a meno di improbabili sentenze del TAR, il Benini non ha vinto, quel consiglio e quella giunta sono legittimati da un voto che è risultato da subito viziato da una errata attribuzione di schede. Al Pci non piacciono le leggi elettorali fatte da centro destra e dal centro sinistra e da sempre auspica ad un ritorno a sistemi proporzionali per tutti i livelli istituzionali che obblighino, chi riceve dai cittadini incarichi istituzionali, a comporre governi che lavorino per il bene comune e non per occupare posizioni di potere basate sui numeri che mortificano quei principi di partecipazione tante volte richiamati e sempre più dimenticati».

«La segreteria del Pci auspica anche «una soluzione più severa sulla vicenda di Follonica. Tornare al voto sarebbe la cosa più opportuna dato che il risultato proclamato è nato male ed ha messo in mano il comune a un sindaco, ad un Consiglio e ad una Giunta un comune che non avevano vinto con atti deliberativi di governo che potevano essere emessi solo dopo il ballottaggio con la conferma della maggioranza a Benini. Il Pci si rende conto che questa evenienza non si verificherà ma si rende anche conto che la coalizione di Benini non sta facendo una bella figura con le dichiarazioni. Quanto poi si apprende, ossia che Benini sarà commissario di se stesso è, se confermato, assurdo un sindaco non eletto che viene nominato commissario nel comune dove corre come sindaco. Auspichiamo che sia tutte fake news perché la sua nomina a commissario di se stesso non eliminerebbe i tanti dubbi che ci sono su tutta la vicenda».

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