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Confagricoltura: «I dazi americani colpiranno anche la Maremma. Servono accordi commerciali»

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GROSSETO – “I dazi americani rischiano di colpire anche il settore agricolo maremmano. Le conseguenze della decisione assunta dal presidente Trump in merito alla introduzione di dazi per produzioni dell’agroalimentare italiano, rischia di affossare le nostre produzioni, anche con un contraccolpo di riflesso, che non sarà meno lieve – commenta il presidente di Confagricoltura Grosseto, Attilio Tocchi -. Tutta la filiera della agricoltura maremmana risentirà di questa decisione perché aumenteranno i costi e scenderanno i prezzi in quanto le aziende cercheranno di smaltire le scorte”.

Il presidente spiega ancora che esiste la probabilità che i produttori italiani di formaggi e salumi spostino il proprio mercato sull’Europa, facendo aumentare la concorrenza, causando un abbassamento dei prezzi di vendita del prodotto lungo tutta la filiera con sofferenza degli affari.

“Non solo, il rischio è che si abbassino i prezzi anche su prodotti di qualità, come i salumi e i formaggi. In questi momenti – aggiunge Tocchi – mi viene da pensare quando due anni fa si gridò allo scandalo sull’accordo del Ceta. Addirittura le cassandre di turno, chiesero ai Comuni, compreso quello di Grosseto, di votare per la difesa dal made in Italy contro questo accordo commerciale che, a loro dire, avrebbe penalizzato le nostre produzioni facendo entrare prodotti canadesi nei nostri mercati. Dove sono adesso questi signori? Come pensano di difendere i prodotti come il Parmigiano su cui si è abbattuta la scure dei dazi a stelle e strisce?”

“In un mondo globalizzato – conclude Tocchi – non si può prescindere dagli accordi commerciali che, nel caso della decisione trumpiana, avrebbero certamente mitigato o addirittura impedito che si arrivasse nefaste conseguenze per il nostro mondo agroalimentare. Quello che viviamo è l’esempio più calzante di come oggi gli accordi commerciali stanno alla base di una forma valorizzante e protezionistica del proprio e degli altri mercati”.

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