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Pizzichi e Lynn: «Non parteciperemo alla commissione urbanistica: non ci hanno mandato la documentazione»

FOLLONICA – «A distanza di tre anni dalla scadenza del Regolamento urbanistico (ex piano regolatore), l’Amministrazione comunale inizia il procedimento del nuovo strumento urbanistico che, per l’occasione, cambia il nome in Piano operativo. Tre anni, tra il 2016 e il 2019, di totale vuoto che hanno danneggiato la città e le nostre imprese» affermano Daniele Pizzichi della Lega e Charlie Lynn della lista civica Di Giacinto, componenti della commissione urbanistica. «Nel frattempo si è tentato di sopperire al buco temporale imbastendo delle varianti cosiddette “semplificate” che di semplice hanno solo il fatto che si è dato a taluni a danno della città e del suo sviluppo equilibrato. Ed il nuovo procedimento parte già in maniera poco chiara e trasparante, in violazione del Regolamento Comunale sul tema: la commissione urbanistica, che deve discutere gli atti da portare in consiglio, è stata convocata senza che all’opposizione siano stati prodotti anticipatamente gli atti da discutere».

«Abbiamo inoltrato a Mario Matteucci, presidente della commissione urbanistica, la richiesta di spostare la commissione, poiché non ci è stata recapitata la relativa documentazione da allegare obbligatoriamente, almeno tre giorni prima dello svolgimento della commissione, come dettato dal regolamento comunale, ma quest’ultimo ha ritenuto di non accettare la nostra richiesta in quanto ad oggi ci sarebbero solo delle “bozze”».

«Il tempo stringe per aprire il procedimento di apertura del nuovo Piano Operativo ed evitare le norme di salvaguardia e, così, Matteucci – ambientalista prestato all’urbanistica – adempie agli obblighi di convocazione della commissione urbanistica totalmente al buio, e senza fornire ai consiglieri i testi su cui discutere. In commissione non esistono bozze ma, come recita il Regolamento Comunale, proposte di delibera da discutere e se necessario modificare. Gli atti, quelli che Matteucci chiama impropriamente “bozze”, sono chiusi nei cassetti della sinistra, ed a noi resta solo di denunciare questo modo di operare poco trasparente da parte di Benini ed i suoi sodali. Un vero e proprio metodo a cui il commissario metterà sicuramente mano. Per i motivi sopra elencati oggi non prenderemo parte alla commissione, non vogliamo essere complici di questo modo di operare» concludono i consiglieri.

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