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Degrado via de Barberi, Vivarelli Colonna e Rossi: «Ereditato dal centrosinistra. Stiamo rimediando»

GROSSETO – “Una cosa in questi anni l’abbiamo capita: che all’opposizione danno fastidio i ‘proclami’ sui social di questa amministrazione comunale – dichiarano il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore all’Urbanistica Fabrizio Rossi -. Se la lista Mascagni si soffermasse ad ascoltare ciò che viene detto in questi cosiddetti proclami, ci eviterebbe risposte riepilogative di quanto è stato fatto finora grazie al lavoro di più settori del municipio e di più assessori. Anche se, dobbiamo dirlo, è sempre un piacere ribadire quanto sia vitale ed energica questa giunta, che si basa sulla realtà dei fatti e non sulla filosofia spicciola che faceva il centrosinistra. Filosofia che oggi ci costringe a fare i salti mortali per risolvere una situazione incancrenita”.

“In via de Barberi – continuano – c’è infatti una situazione complessa, che viene affrontata da questa giunta tenendo conto dei tanti punti di vista. Per prima cosa la sicurezza, aspetto di cui si sta occupando l’asssessore con delega Fausto Turbanti e che nelle ultime settimane ha portato ulteriori accorgimenti a tutela degli studenti: a questo proposito l’amministrazione comunale ha installato una telecamera per la la lettura delle targhe (collegata al sistema Targamanent) in prossimità dell’accesso da via Brigate Partigiane e da via Albinoni, e l’altra (una telecamera speed dome ptz con raggio di visione 36x e una risoluzione a 4 megapixel) in prossimità dell’accesso all’argine dell’Ombrone. Proprio in questo punto sarà presto intensificata anche l’illuminazione. Una risposta arrivata con l’inizio della scuola per tenere sotto controllo una zona critica e che funziona da deterrente per coloro che hanno brutte intenzioni e si dedicano ad attività illecite. Tra l’altro il sistema è collegato alla centrale della Polizia municipale, della Questura e delle Forze dell’ordine. L’argomento è stato inoltre più volte oggetto del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in Prefettura, dove sono stati concordati i provvedimenti interforze da prendere, con pattugliamenti e sopralluoghi periodici già in atto”.

“Incessante anche l’impegno per quanto riguarda l’area Peep, abbandonata nonostante la complessità delle procedure concorsuali in atto, che vedono il coinvolgimento di tre cooperative sulla strada del fallimento: Consorzio Etruria, la cooperativa La Valletta e la cooperativa Delia, ognuna delle quali ha un curatore fallimentare. Il fallimento di queste tre cooperative investe 10 lotti, tutti inedificati tranne due, parzialmente edificati con tamponature esterne e un relitto di cemento armato. Questi lotti – proseguono Vivarelli Colonna e Rossi – fanno parte di un comparto definito appunto Peep via de’ Barberi, di proprietà privata e per nulla riconducibile al Comune di Grosseto. Per questo anche il Comune di Grosseto, come tutti i creditori delle tre cooperative, deve sottostare alle stringenti regole delle procedure concorsuali”.

“Da qui – vanno avanti i due – nascono le difficoltà di intervento da parte dell’Ente comunale, attuale creditore chirografario. Anche per questo, come avevamo già avuto più volte occasione di spiegare alla città, i 4 milioni di euro per il lotto 9 sono stati dirottati in un altro Peep: la scelta del Comune era obbligata, rischiando altrimenti la perdita del finanziamento. La Regione, dopo una comunicazione dal Ministero, aveva imposto alla curatela fallimentare di avviare entro il novembre 2018 le procedure di vendita del lotto 9 assieme agli altri lotti, pena la decadenza del finanziamento. Pertanto, dopo aver ricevuto i tecnici del Consorzio Etruria, averli portati nell’area e dopo aver ricevuto, sempre a ottobre, i curatori fallimentari dello stesso Consorzio Etruria, oltre ad aver messo alle strette coloro che dovevano occuparsi del finanziamento, l’amministrazione comunale ha deciso di non rischiare di perdere i 4 milioni di euro, poiché i tempi e i meccanismi della procedura non consentivano di rispettare la scadenza imposta dalla Regione Toscana e dal Ministero. Quindi, onde evitare di avere non solo il danno ma anche la beffa, abbiamo preferito dirottare su un altro Peep affinché a Stiacciole potessero iniziare i lavori per i 22 appartamenti, laddove non c’era nessun problema giuridico-burocratico. In pratica quei soldi sono stati salvati. Il centronistra, che tanto ci critica, avrebbe preferito perderli?”.

“L’impegno dell’amministrazione comunale – ancora il sindaco e l’assessore – è stato quindi quello di mettere alle strette la curatela: imporle di rispettare l’ordinanza facendo i lavori di messa in sicurezza degli edifici ancora non completati, nonostante gli interventi richiesti fossero a carico della stessa curatela a detrimento dei creditori. Non solo: abbiamo incontrato il questore di Grosseto, il colonnello dei Carabinieri e il prefetto, chiedendo loro di intensificare i controlli della Polizia di Stato nell’area, proprio come è stato e come sarà. Al lavoro, sempre in linea con il nostro piano d’azione, c’è l’Unità di progetto intersettoriale, che appunto riunisce a un tavolo i dirigenti di tutti i settori comunali interessati alla vicenda (in primis Patrimonio, Peep e Affari legali): per non attendere i tempi burocratici relativi alla procedura fallimentare, i cui risultati potrebbero arrivare tra molti anni, i tecnici sono al lavoro per trovare una via di uscita giuridico-amministrativa per risolvere in via definitiva l’annosa questione”.

“È bene sottolineare che questa amministrazione ha idee molto chiare e non è intenzionata a sanare solo un lotto, come avevano fatto i nostri predecessori che oggi si permettono anche di accusarci di inerzia, bensì si sta impegnando a sanare tutti e dieci i lotti di quella complessa area, il cui degrado abbiamo ereditato e per la quale stiamo avviando un piano di concertazione con i curatori interessati affinché tutta l’area, e non un singolo lotto, possa presto uscire dal degrado, con beneficio per tutte le realtà circostanti. Un lungo lavoro che non ci spaventa e un nostro dovere nei confronti di questa zona della città messa in ginocchio dalle politiche del centrosinistra: se i nostri avversari avessero gestito meglio la vicenda, quell’area oggi avrebbe avuto una viabilità migliore, più possibilità di sviluppo commerciale e di guadagno per le attività economiche esistenti. Il centrosinistra ha sbagliato – concludono Antonfrancesco Vivarelli Colonna e Fabrizio Rossi – e adesso vuole far ricadere le colpe su chi sta rimediando a quei gravi errori di gestione. È il momento che le accuse tornino al mittente”.

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