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Corridoio tirrenico, la voce è unanime: «Vogliamo l’Aurelia sicura». Tutti i commenti

GROSSETO – Si è tenuta stamani la manifestazione organizzata dalla Camera di Commercio in accordo con il mondo dell’impresa, dei sindacati e delle associazioni della Provincia di Grosseto per chiedere la messa in sicurezza dell’Aurelia. Il corteo è partito da Rispescia ed è giunto nel parcheggio del Maremà. In molti hanno sfilato per l’Aurelia e per le vie della città in trattore o in auto. All’arrivo si è tenuto il comizio. Un tir è stato allestito a palco e si sono susseguiti gli interventi di Riccardo Breda, presidente della Camera di Commercio, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco e presidente della Provincia di Grosseto, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, il vicesindaco del Comune di Capalbio Giuseppe Ranieri, e la mamma di Riccardo, uno dei tanti ragazzi morti sull’Aurelia, in rappresentanza dell’associazione italiana familiari e vittime della strada onlus.

Sul palco anche l’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti della Regione Toscana, Vincenzo Ceccarelli: «Per la Tirrenica speriamo che sia la volta buona, visto che siamo ad una ripartenza. La ministra De Micheli è stata molto chiara, e ha accolto il nostro invito a riattivare il tavolo. È necessario che il progetto presentato da Sat venga rimodulato e alleggerito, perché la Tirrenica sia una superstrada e non un’autostrada. È poi perché Anas passi alla sua realizzazione – sintetizza così l’assessore, a margine della manifestazione -. Spetta al neo ministro trovare l’accordo che permetta all’attuale titolare del progetto, cioè Sat, di fuoriuscire, perché sia realizzata un’arteria senza pedaggio. Le risorse per farlo le deve trovare il Governo. Siamo all’ultimo miglio di un percorso tormentato, ed è questo il lavoro da fare. Noi ci auguriamo venga fatto al più presto, dopo che le parti saranno state riunite attorno al tavolo per trovare la soluzione che consenta di avviare l’opera».

Alla manifestazione hanno partecipato anche numerose associazioni, tra cui Legambiente. «Quella di oggi è stata una manifestazione importante per il nostro territorio – afferma Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente -. Il fatto che la Maremma abbia marciato compatta per chiedere l’adeguamento e la messa in sicurezza dell’Aurelia e che abbia avuto al suo fianco le istituzioni Regionali e del territorio adesso deve portare il governo centrale ad intervenire in maniera celere e aprire i cantieri, individuando le risorse economiche necessarie. Quello del Corridoio tirrenico è un nodo che deve essere sciolto in tempi rapidi e il fronte più che compatto che è sceso in campo e ha chiesto a gran voce l’adeguamento dell’Aurelia, abbandonando ogni ipotesi autostradale, deve essere inteso come un sollecito ad intervenire rapidamente e in maniera risolutiva. L’Aurelia è una delle arterie più pericolose del Paese. Gli incidenti sono all’ordine del giorno e il numero delle vittime è davvero impressionante. Apriamo i cantieri per l’adeguamento fino a Tarquinia e facciamolo a partire dai tratti più critici come quello di Capalbio che proprio ieri purtroppo è stato teatro dell’ennesimo incidente mortale. Gli incroci a raso devono essere eliminati, le carreggiate devono essere adeguate e, più in generale, la sicurezza deve essere messa al primo posto. L’abbiamo detto più volte: la Maremma ha estremo bisogno, oltre che del potenziamento della mobilità ferroviaria, anche di collegamenti sicuri e l’Aurelia, ad oggi, non lo è. Partiamo da qua – conclude Gentili – per costruire un nuovo volto della nostra Regione che sia più sostenibile, a basso impatto ambientale e funzionale ad uno sviluppo ecocompatibile.

Tra i presenti anche Nico Gronchi, presidente Confesercenti Toscana: «Il nostro è un sì convinto al Corridoio tirrenico ma anche a tutte le infrastrutture toscane. L’obiettivo della manifestazione di oggi è mettere sotto i riflettori un’opera, un’infrastruttura fondamentale per questo territorio e non solo. C’è un dibattito che già da mesi stiamo condividendo con tutta la comunità economica toscana: le infrastrutture sono una priorità, un elemento strategico proprio per far ripartire la nostra Regione. Anche il dibattito per il Corridoio tirrenico rientra in questa logica; tra l’altro è già oggetto di riflessione anche da parte del nuovo ministro: noi crediamo che questa opera sia imprescindibile per tutta la Toscana e a maggior ragione per la Maremma che ha bisogno come ossigeno di una strada degna di questo nome, capace di collegare le varie anime di un territorio vasto, con città e centri abitati che hanno bisogno di essere connessi tra loro. Questa è un’opera strategica per un pezzo di Toscana importante – prosegue Gronchi -. Confesercenti sosterrà con decisione quest’opera: siamo convinti che occorra intervenire e portare a casa il risultato. Come abbiamo detto, nella comunità economica Toscana è in corso un ragionamento più ampio sulle infrastrutture che sono elemento fondamentale per lo sviluppo di tutta la regione, dall’alta velocità all’aeroporto di Firenze, e tra queste, a pieno titolo, rientra proprio il Corridoio tirrenico».

Tra gli assenti, il senatore orbetellano Roberto Berardi (FI): «Percorro sempre più di frequente, più volte a settimana, l’ormai tristemente “famoso” tratto di Aurelia, l’unico, a dire il vero, senza barriere in direzione Roma – interviene in una nota stampa -. Ci troviamo a Capalbio, 12 km di asfalto, dove troppo spesso si raccontano incidenti anche mortali, come purtroppo accaduto ad amici a noi vicini. Ieri sera, rientrando da Roma, è successo nuovamente. Aurelia chiusa, impatto tra automezzi, morti e feriti sull’asfalto, famiglie distrutte dal dolore, alle quali va la mia vicinanza e solidarietà. Il tratto di Capalbio è solo l’iceberg di un’opera infrastrutturale sempre “chiacchierata” ma mai realizzata da oltre 40 anni. Il tratto Grosseto sud-Fonteblanda-Orbetello Scalo-Capalbio, oltre 50 km di asfalto, tra incroci a raso, banchine non transitabili “grida” basta. Come lo gridiamo noi: basta tragedie, basta morti, basta ritardi, basta chiacchiere, servono fatti, ma non da oggi, da ieri. Fatti come stanziare 900 milioni di euro da investire sulla sicurezza dell’Aurelia; emendamenti che ho presentato l’anno scorso nella sessione di Bilancio in aula al Senato ma purtroppo bocciati dalla maggioranza. Emendamenti che presenterò nuovamente insieme ad uno più specifico per il tratto di Capalbio, come già anticipato al sindaco Settimio Bianciardi, e spero vivamente che il Governo riesca a recuperare quanto serve. Anas c’è: Anas è pronta ad investire sull’Aurelia. Non vogliamo Sat, non vogliamo Autostrade, non vogliamo pedaggio, ma solo e soltanto un’Aurelia sicura».

Sulla manifestazione è intervenuto anche Cosimo Ferri, deputato del Pd eletto in Maremma: «Oggi importante mobilitazione nel capoluogo maremmano che ha visto insieme associazioni di categoria, associazioni ambientaliste, istituzioni, rappresentanti della politica e soprattutto moltissimi cittadini. Una protesta giusta, che impone alla politica di fare autocritica e che invita a dare risposte concrete. La questione della Tirrenica non può essere oggetto di ulteriori rinvii: è necessario il suo ammodernamento con l’adeguamento, ed è priorità che si intervenga nelle tratte a maggiore rischio di incidentalità tra il confine regionale con il Lazio e Fonteblanda, dove in alcuni tratti (Capalbio) l’arteria della statale si presenta con una corsia per ogni senso di marcia e centinaia di incroci a raso. La Maremma necessita di attenzione e riguardo prioritariamente per la sicurezza (ieri sera, per l’ennesima volta, a Capalbio si è contata una vittima) e per il moltiplicatore degli investimenti che da 50 anni è disatteso. Fino ad oggi si è perso molto tempo, il territorio ha bisogno di risposte concrete. E’ fondamentale che intervenga Anas per la gestione del corridoio tirrenico, creando una strada extra urbana principale (senza pedaggio) e per fare ciò va inserita quest’opera nel contratto di programma dell’Anas. Va finanziata l’opera ed è possibile recuperando somme di danaro destinate ad altri progetti che sono bloccati a causa della mancanza di autorizzazioni (mi risulta che siano diversi fermi se pur con finanziamento). Occorre poi definire un accordo con la concessionaria, adeguare la progettazione che è stata fatta e chiudere la Conferenza di servizi. Con la buona volontà di tutti ci si può riuscire. Parlare delle infrastrutture in Maremma – continua Ferri –  non può però limitarsi al solo, seppur importante, nodo della Tirrenica – mai affrontato con serietà e caparbia volontà ad una rapida soluzione -, ma significa anche rivendicare il diritto di questa terra che vive di turismo, di agricoltura, di piccola industria e di servizi, ad avere garanzie sulle fermate dei treni, una viabilità provinciale sistemata con un sistema di Tpl in sintonia con l’ampiezza del territorio ed una bassa densità abitativa, una rete infrastrutturale del byte all’avanguardia, e porti con viabilità intermodale connessa e anche uno scalo aereoportuale degno di essere definito tale. La Maremma può essere modello per uno sviluppo sostenibile, ma prioritariamente deve disporre di ciò che altrove hanno almeno da 30 anni: un gap infrastrutturale arretrato ed inadeguato che di traduce in costi economici, sprechi e purtroppo nell’altissimo prezzo di vite umane».

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