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In Maremma arrivano nuovi dirigenti veterinari: si occuperanno di zootecnica e igiene urbana

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GROSSETO – In arrivo otto nuovi dirigenti veterinari a tempo determinato nella disciplina di Sanità animale dell’Ausl Toscana sud est . E’ stato deliberato nei giorni scorsi dal direttore generale Antonio D’Urso. Prenderanno servizio quanto prima (probabilmente già a novembre) per un periodo di sei mesi, in sostituzione di altrettanti pensionamenti avvenuti nel periodo dicembre 2018 – ottobre 2019 e saranno così distribuiti: 2 a Siena , 2 ad Arezzo e 4 a Grosseto .

“L’azienda si sta impegnando per farli entrare in servizio quanto prima. Il contratto è di sei mesi perché in questo periodo dovrà svolgersi il concorso a tempo indeterminato che genererà una graduatoria regionale dalla quale potremo sostituire i pensionamenti in modo stabile – ha commentato Giorgio Briganti, direttore dell’Area funzionale sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare dell’Ausl Toscana sud est -. Questa immissione di dirigenti veterinari è particolarmente importante perché potrà garantire continuità nell’erogazione dei servizi essenziali”.

I dirigenti veterinari sono tutti della Sanità animale e andranno a occuparsi (insieme agli 89 attualmente in servizio) di attività specifiche nel settore zootecnico (verifiche dello stato sanitario degli animali a vario titolo detenuti o allevati e delle strutture che li ospitano, esecuzione di piani di profilassi sul bestiame per patologie proprie delle specie e in alcuni casi anche zoonosiche quali tubercolosi, brucellosi, influenza aviaria, ecc.) e nel settore dell’igiene urbana (controllo popolazioni feline e canine e profilassi delle zoonosi da loro trasmissibili, sterilizzazione cani e gatti delle popolazioni randagie).

“Nonostante il turn-over del personale, tutti i veterinari che collaborano con me hanno garantito un forte impegno e un alto senso di responsabilità – ha aggiunto Briganti -. La loro dedizione al lavoro ha permesso di continuare a erogare prestazioni e servizi in modo tale da non penalizzare l’utenza e creare ritardi nelle certificazioni sanitarie, e quindi impedimenti commerciali, a un settore economicamente fragile come quello degli allevamenti zootecnici e della trasformazione delle loro produzioni”.

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