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Cinema Marraccini, De Martis: «Il Comune getta la spugna. Non tornerà ai grossetani»

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GROSSETO – «Sono trascorsi più di tre anni da quando l’allora candidato a sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna annunciava, tra gli obiettivi strategici del suo programma, di valutare “l’acquisto e il recupero dell’ex cinema Marraccini, per sottrarlo all’incuria e al degrado e utilizzarlo come sede dei corsi universitari e di altri laboratori culturali”. Non solo: quell’obiettivo fa ancora bella mostra di sé nel ‘documento unitario di programmazione’ approvato dalla maggioranza del Consiglio comunale appena due mesi fa. Cosa è stato fatto in tutto questo tempo per trasformare quella promessa in realtà? E’ quanto ho domandato al sindaco con una interrogazione, alla quale ha risposto l’assessore ai Lavori pubblici nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Ed è una risposta che lascia senza parole». Lo dichiara Carlo De Martis, capogruppo della Lista Mascagni sindaco nel Consiglio comunale di Grosseto.

«Risulta infatti che l’amministrazione comunale si sarebbe dedicata ad una trattativa con il proprietario dell’ex cinema Marraccini finalizzata ad acquisire l’immobile attraverso una permuta – continua il consigliere -. Un percorso senza dubbio condivisibile ed opportuno, se non fosse per un particolare. Che l’immobile del vecchio cinema Marraccini sia stato pignorato quasi dieci anni fa e da tempo sia all’asta, e conseguentemente non sia più nella disponibilità del suo proprietario, lo sa mezza Grosseto (e chi non lo sapesse, volendo, lo potrebbe scoprire con due click su internet). Evidentemente il sindaco e i suoi assessori fanno parte dell’altra metà, il che già di per sé è poco rassicurante, visto che quando si pretende di amministrare una città la si dovrebbe anche conoscere. A maggior ragione quando si avvia un’operazione del valore di qualche milione di euro, finalizzata tra l’altro all’acquisizione di un bene strategico per il futuro della città».

«Pare che la trattativa fosse giunta addirittura ad un soffio dall’esser chiusa, tanto che erano stati individuati gli immobili da concedere in permuta (un lotto artigianale in via Cina e l’immobile di via Goldoni già sede degli ‘uffici miniere’), appositamente non inseriti nel bando delle dismissioni – prosegue De Martis -. Poi, però, prima della fatidica stretta mano qualcuno (meglio tardi che mai) si prende la briga di fare un’ispezione ipotecaria e si scopre che l’immobile su cui insisteva l’ex cinema Marraccini era gravato da pesi e vincoli che rendevano impraticabile la prosecuzione della trattativa, che finisce così in un nulla di fatto».

«Se davvero le cose sono andate così come sono state raccontate in Consiglio comunale (e comunque ho già presentato una nuova interrogazione per conoscerne i dettagli), è una vicenda che ha dell’incredibile per la sprovvedutezza e l’approssimazione con la quale è stata gestita, e a questo punto non ci stupiremmo se scoprissimo che il Comune è in trattativa magari per acquistare la Fontana di Trevi. Come se non bastasse, il Comune ha deciso di chiudere le porte anche alla possibilità di un acquisto dell’ex cinema Marraccini, e dire che a gennaio si terrà una nuova asta in cui potrebbe essere rilevato a meno della metà dell’originario valore di stima – va avanti il consigliere di minoranza -. Per farlo il Comune dovrebbe (o meglio, viste le tempistiche, avrebbe dovuto) predisporre un serio progetto di riqualificazione idoneo ad integrare i requisiti della ‘indispensabilità e indilazionabilità’ che, ormai dal 2014, costituiscono il presupposto per l’acquisto di beni immobili da parte degli enti locali. Ma anche questa strada, mi è stato risposto, non è stata percorsa né il comune intende percorrerla».

«In definitiva – conclude Carlo De Martis -, il sindaco e i suoi assessori hanno gettato la spugna rispetto alla possibilità di restituire il vecchio cinema Marraccini alla città, confermando la mancanza di visione che qualifica sempre più questa amministrazione».

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