L’Altra Città cambia casa, la lettera di don Enzo Capitani: «Grazie a chi ci sta vicino»

GROSSETO – Don Enzo Capitani, presidente dell’associazione L’Altra Città e figura storica della fede e della solidarietà in Maremma, ha inviato una lettera aperta alla cittadinanza che riportiamo integralmente.

 

A tutti coloro che in questi 34 anni hanno varcato la soglia di via Alfieri 11 a Grosseto.

Grazie per la vostra presenza e per il dono della vostra esistenza.

Grazie perché ognuno di voi ha portato un piccolo mattone per costruire un’Altra Città.

Grazie perché quello che abbiamo sempre voluto più di ogni altra cosa era aprire uno spazio in cui la povertà, la marginalità, il disagio fossero al centro del dibattito e della riflessione. Non per la povertà o il disagio in se stessi ma perché dietro queste parole ci sono sempre delle persone costrette ad appartenere a un’altra città perché spesso non hanno diritto di cittadinanza tra la gente comune

Grazie ai ragazzi del Ceis, alle loro famiglie e agli operatori che in 34 anni hanno dato il loro coinvolgimento e impegno per accompagnare i ragazzi nella fatica del loro cambiamento.

Grazie ai volontari dell’associazione La Strada e a tutti i ragazzi che ci hanno lasciato.

Grazie agli insegnanti che hanno formato l’associazione AISE credendo che la solidarietà è uno stile che educa e fa crescere.

Grazie a tutti i genitori della scuola per genitori.

Grazie ai volontari dell’associazione Le Querce di Mamre per il loro impegno verso i più bisognosi

Grazie a tutti i soci e i lavoratori della Cooperativa Solidarietà è Crescita

Grazie alle persone che hanno accompagnato i nostri progetti in India, in Bolivia e in Kenya, attraverso l’associazione l’Altra Città Nel Mondo.

Grazie a tutti gli studenti e a tutte le scuole che hanno collaborato con la nostra agenzia formativa.

Grazie a tutti coloro che in questi anni hanno bussato al mio ufficio e vi hanno trovato accoglienza; chiedo scusa a tutti coloro che per un motivo o un altro non si sono sentiti ascoltati.

Grazie a tutto il mondo del volontariato, organizzato e non, con cui siamo venuti a contatto contaminandoci a vicenda per il bene della nostra città.

Grazie alle Istituzioni sia laiche che religiose con cui abbiamo collaborato, credendo che per operare cambiamenti nella vita di una comunità occorre il contributo di tutti.

Grazie a tutta la città di Grosseto perché senza di essa nulla avrebbe avuto senso.

Grazie a tutti i volontari che hanno reso possibile questa avventura appassionante lunga 34 anni.

E da domani…tutto va avanti in un luogo diverso, in Via Ambra 29, dalla periferia della nostra città per continuare con rinnovato impegno il cammino di una vita condivisa con chi desidera una comunità diversa, più unita e solidale.

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