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Comitato tralicci: «Il sindaco non ci tutela» e parte la raccolta firme

CALDANA – «Prendiamo atto che il sindaco nel nuovo piano antenne non accetta nessuna delle richieste di quella che lui definisce in tono canzonatorio “una parte minoritaria della cittadinanza”». Lo affermano Gina Redi e Asco De Giau del Comitato contro i tralicci del comune di Gavorrano dopo la riunione di due giorni fa a Caldana.

«Al primo e secondo quesito si afferma che anche adesso le antenne sono previste all’interno dei centri abitati (Caldana, Bivio Ravi), e per quanto riguarda il principio di precauzione è stato rispettato in quanto ci sono studi fatti da tecnici incaricati dall’Amministrazione e i valori sono nei parametri. Non sono state verificate proprietà private, perché salute e impatto ambientale possono aspettare, l’importante è che la proprietà del terreno sia comunale e che quindi L’amministrazione possa riscuotere l’affitto – prosegue il Comitato -. In merito al Traliccio della Finoria si rasenta l’assurdo in quanto si afferma candidamente che è stato dato erroneamente il permesso (C’era la possibilità di poterle chiudere la porta sue testuali parole) e che al momento è stato incaricato un legale, ma ci si possono installare antenne di operatori minori».

«Con sgomento ci chiediamo: ma se non c’erano la volontà e il coraggio di fare scelte politiche diverse da quelle precedenti perché spendere ancora denaro pubblico per un nuovo piano? Perché solo adesso, a scempio avvenuto, ci rivolgiamo ad un legale per il traliccio della Finoria, quando sarebbe stato tutto più semplice se i controlli fossero stati fatti prima della sua installazione? Un appello accorato a chi di dovere perché si verifichi che tutti i passaggi siano avvenuti regolarmente. Purtroppo dobbiamo concludere che le scelte fatte dalla nostra amministrazione non tengono conto del nostro ambiente e della nostra salute e quindi del futuro dei nostri figli; e sopratutto abbiamo capito che esistono sindaci (Bracciano, Monterotondo) che sono vicini ai cittadini e altri, vedi il nostro, più vicino alle multinazionali» Nei prossimi giorni il Comitato proporrà ai cittadini una raccolta firme sull’argomento.

 

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