Il sindacato minaccia proteste: «Ritardi inspiegabili nella nomina del cda del Falusi. Personale penalizzato»

MASSA MARITTIMA – Il ritardo nella nomina del consiglio di amministrazione dell’azienda pubblica di servizi ‘Falusi’  di Massa Marittima è eccessivo”. Ad esprime questa preoccupazione sono le segreterie provinciali di Cigil, Cisl e Uil Funzione pubblica.

“L’istituto – spiegano Salvatore Gallotta (Cgil Fp), Luciano Biscottini (Cisl Fp), Sergio Sacchetti (Uil Fp) –  che ospita più di sessanta persone che necessitano di assistenza continua, aveva un cda presieduto dall’ingegnere massetano Sandro Poli e da altri quattro componenti, di cui due espressione dei comuni di Gavorrano e Follonica al quale, in più, spetta la vice presidenza. Dopo le elezioni del maggio scorso e la riconferma del sindaco Giuntini il neo consiglio del Comune massetano aveva, secondo quanto previsto dal testo unico degli enti locali, quarantacinque giorni di tempo per nominare il nuovo cda, dopo aver ricevuto le indicazioni degli altri comuni sui propri consiglieri”. La data ultima, ricordano i sindacati, era quindi quella del 12 luglio scorso, “…ma ancora non ci risultano novità né passi avanti da parte del Consiglio comunale, tanto che ogni attività di indirizzo politico e amministrativo dell’istituto Falusi risulta paralizzata”.

Secondo Cgil, Cisl e Uil “…presidente e componenti del cda portano avanti solo atti di ordinaria amministrazione e, nonostante questo, tutto il personale ha continuato a svolgere il proprio compito, impegnativo e delicato, sebbene ci siano aspetti da chiarire anche dal punto di vista delle tutele sindacali e ogni trattativa si sia di fatto interrotta”.

“Vogliamo – aggiungono Gallotta, Biscottini e Sacchetti – riaprire al più presto un confronto con gli interlocutori politici e tecnici dell’ente, perché sono ancora molti i temi da affrontare in materia di contrattazione e liquidazione di numerosi istituti contrattuali, di cui alcuni in ritardo di anni. Una situazione che penalizza il servizio in generale e determina ricadute negative anche sulle imprese che operano con l’istituto”.

“Se questa situazione di inspiegabile stallo andrà avanti – concludono – ci vedremo costretti a convocare una assemblea dei dipendenti per protestare e verificare l’opportunità di mettere in campo forme di lotta per richiedere un cda operativo nel più breve tempo possibile”.

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