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Cgil: «Apprendistato e stage usati per avere personale a basso costo: giovani spremuti come limoni»

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GROSSETO – Dopo il focus sul caporalato della settimana scorsa, proseguiamo il viaggio dentro la precarietà con l’approfondimento su quel che sta accadendo con i tirocini (o stage formativi) e l’apprendistato professionalizzante.

«È sotto gli occhi di tutti – spiega il segretario della Camera del lavoro, Claudio Renzetti – ma purtroppo si sta colpevolmente sottovalutando l’utilizzo distorto di strumenti di formazione importanti come l’apprendistato professionalizzante e i tirocini (o stage formativi). Utilizzo che risponde all’obiettivo improprio di avere personale a basso costo e a tempo determinato, al posto di quello assunto regolarmente. Una distorsione che ha due effetti deleteri: da una parte si spremono come limoni giovani lavoratori ai quali si dà l’illusione di una formazione in vista dell’assunzione a tempo indeterminato, che non arriverà mai. Dall’altra, a causa della metodologia di rilevazione scelta dall’Istat, si sottostima pericolosamente la disoccupazione reale. Perché a ogni apprendistato o tirocinio – che non sfociando nell’assunzione hanno un elevatissimo turn over – basta corrisponda anche un solo giorno di lavoro nell’anno successivo, perché sia contabilizzato come un posto di lavoro stabile. Quando evidentemente non è così».

«Ciò detto – aggiunge Renzetti – bisogna essere consci che l’abuso di uno strumento efficace come l’apprendistato, è conseguenza diretta della scelta fatta nel 2015 con il Jobs Act di rimuovere l’obbligo di stabilizzare almeno il 30% delle persone in formazione, con l’obiettivo di arrivare al 50% nel triennio. Rimosso quell’obbligo, infatti, il risultato concreto è stato che troppo spesso si è ricorso all’apprendistato per il periodo in cui vale lo sgravio retributivo, dopodiché si licenziano le persone e se ne assumono altre. Precarizzando ancora di più il mercato del lavoro e quindi la vita delle persone. Per i tirocini, che non sono nemmeno un rapporto di lavoro, ma hanno un compenso di 500 euro (cofinanziati dalla Regione per 300), si è arrivati allo stesso utilizzo improprio».

«In questo quadro, va specificato che non tutti i comparti produttivi hanno la stessa dinamica. Nell’artigianato, nel manifatturiero industriale e nell’agricoltura, ad esempio, dove i datori di lavoro hanno interesse a formare i lavoratori con apprendistato e tirocini, le persone vengono in genere formate per essere poi assunte. C’è poi un ambito intermedio, che in questi anni di crisi ha visto le aziende ricorrere periodicamente ad apprendistato e tirocini in modo improprio per superare i momenti di crisi. Infine ci sono comparti, come la grande e media distribuzione organizzata, nei quali questo stravolgimento degli strumenti di formazione ha qualche volta assunto caratteristiche strutturali. Con alcune aziende che praticano sistematicamente il turn over di giovani lavoratori in formazione per fargli svolgere le mansioni più disparate, col fine di abbattere il costo del lavoro e acquisire fette di mercato a discapito di aziende che impiegano personale a tempo regolarmente contrattualizzato».

«Di fronte a simili pratiche di vero e proprio dumping, molti giovani subiscono in silenzio. Quelli che reagiscono, nauseati dal sistema, di solito optano per un equo indennizzo. Firmando il connesso obbligo tombale di non divulgazione. Mentre i pochi che lottano per riavere il posto di lavoro dovuto, una volta raggiunto l’obiettivo, preferiscono uscire dall’incubo e dimenticarselo per sempre. Stando così le cose, per la Cgil è necessaria una legge che fissi di nuovo obblighi percentuali di stabilizzazioni. Ma servirebbero anche norme più stringenti ed un sistema ordinario di controlli finalizzati a colpire l’abuso degli strumenti di formazione, per salvaguardare i nostri giovani e la buona formazione. Ma anche per tutelare le tante aziende etiche che, pur in assenza di obblighi, hanno sempre continuato a comportarsi correttamente, subendo l’ingiusta concorrenza dei soliti furbetti. Questo tipo di abusi, inoltre, quando scoperti, andrebbero resi noti ai cittadini. Perché alla fine la differenza la potrebbero fare davvero i consumatori».

«Tutto questo – aggiunge Renzetti – non può essere un problema solo per la Cgil. Ci aspettiamo che regione Toscana, istituzioni e parti datoriali si interroghino su quello che sta accadendo nella realtà, prendano consapevolezza e mettano in campo soluzioni. L’uso corretto di apprendistato e tirocini è una risorsa, ma l’abuso va colpito. Da parte nostra – conclude il ragionamento il segretario provinciale della Cgil – siamo pronti ad aprire una vertenza e a svolgere anche una “rilevazione statistica di strada” di questi fenomeni. Presidiando i luoghi di lavoro e distribuendo questionari anche a gazebo e banchetti. Il problema c’è e siamo intenzionati a non farlo marcire».

APPRENDISTATO

2018 Avviamenti di
Apprendistato
Distribuzione
Per settore
Incidenza sul totale
Avviamenti per settore
01- Agricoltura, C&P 12 0,6% 0,1%
02- Estrattive 1 0,1% 3,4%
03- Ind. Alimentari 54 2,9% 4,1%
04- Ind. Tessile-abb. 2 0,1% 3,5%
05- Ind. Conciaria 15 0,8% 23,8%
06- Ind. Calzature 0 0,0% 0,0%
07- Legno/mobilio 12 0,6% 16,9%
08-Ind. Vetro 0 0,0% 0,0%
09- Ind. Ceramica 0 0,0% 0,0%
10- Ind. Marmo 1 0,1% 20,0%
11- Oreficeria 0 0,0% 0,0%
12- Occhialeria 1 0,1% 33,3%
13- Altro m. Italy 2 0,1% 40,0%
14- Prod. Metallo 27 1,5% 12,2%
15- Apparecchi meccanici 34 1,8% 16,4%
16- Macchine elettriche 2 0,1% 3,1%
17-Mezzi di trasporto 4 0,2% 16,0%
18- Ind. Carta-stampa 4 0,2% 4,9%
19-Ind. Chimica-plastica 6 0,3% 3,3%
20-Ind. Farmaceutica 0 0,0% 0,0%
21- Prodotti edilizia 2 0,1% 6,9%
22-Altre industrie 0 0,0% 0,0%
23-Utilities 8 0,4% 2,2%
24- Costruzioni 127 6,9% 5,3%
25- Commercio dett. 202 10,9% 5,8%
26 – Servizi turistici 994 53,7% 5,3%
27- Comm. Ingrosso 43 2,3% 4,9%
28-Trasporti e magazz. 30 1,6% 3,4%
29- Credito 6 0,3% 14,3%
30- Finanza/assicurazioni 7 0,4% 15,9%
31- editoria e cultura 1 0,1% 2,6%
32- Comunicazini e telec. 0 0,0% 0,0%
33- servizi informatici 10 0,5% 7,8%
34- Attività professionali 33 1,8% 4,8%
35- Ricerca & sviluppo 2 0,1% 14,3%
36- Pubblica amm. 2 0,1% 0,3%
37- Istruzione 11 0,6% 0,4%
38- Sanità/servizi sociali 23 1,2% 1,9%
39-Lavoro Domestico 0 0,0% 0,0%
40- Riparazioni e noleggi 43 2,3% 13,7%
41-Altri servizi 70 3,8% 6,4%
42- Servizi vigilanza 11 0,6% 1,2%
43- Servizi di pulizia 37 2,0% 1,6%
44- Servizi di noleggio 2 0,1% 1,6%
45- Attività immobiliari 11 0,6% 1,7%
Totale 1852 100% 3,3%

TIROCINIO 

2018 Avviamenti di
Tirocinio
Distribuzione
Per settore
Incidenza sul totale
Avviamenti per settore
01- Agricoltura, C&P 24 3,0% 0,0%
02- Estrattive 0,0% 0,0%
03- Ind. Alimentari 10 1,0% 1,0%
04- Ind. Tessile-abb. 5 1,0% 9,0%
05- Ind. Conciaria 1 0,0% 2,0%
06- Ind. Calzature 0,0% 0,0%
07- Legno/mobilio 2 0,0% 3,0%
08-Ind. Vetro
09- Ind. Ceramica 0,0% 0,0%
10- Ind. Marmo 0,0% 0,0%
11- Oreficeria 0,0% 0,0%
12- Occhialeria 0,0% 0,0%
13- Altro m. Italy 0,0% 0,0%
14- Prod. Metallo 17 2,0% 8,0%
15- Apparecchi meccanici 11 2,0% 5,0%
16- Macchine elettriche 5 1,0% 8,0%
17-Mezzi di trasporto 0,0% 0,0%
18- Ind. Carta-stampa 0,0% 0,0%
19-Ind. Chimica-plastica 7 1,0% 4,0%
20-Ind. Farmaceutica 0,0% 0,0%
21- Prodotti edilizia 1 0,0% 3,0%
22-Altre industrie 0,0% 0,0%
23-Utilities 5 1,0% 1,0%
24- Costruzioni 22 3,0% 1,0%
25- Commercio dett. 213 30,0% 6,0%
26- Servizi turistici 95 14,0% 1,0%
27- Comm. Ingrosso 42 6,0% 5,0%
28-Trasporti e magazz. 4 1,0% 0,0%
29- Credito 4 1,0% 10,0%
30- Finanza/assicurazioni 6 1,0% 14,0%
31- Editoria e cultura 0,0% 0,0%
32- Comunicazini e telec. 0,0% 0,0%
33- Servizi informatici 9 1,0% 7,0%
34- Attività professionali 34 5,0% 5,0%
35- Ricerca & sviluppo 2 0,0% 14,0%
36- Pubblica amm. 13 2,0% 2,0%
37- Istruzione 8 1,0% 0,0%
38- sanità/servizi sociali 77 11,0% 6,0%
39-Lavoro Domestico 0,0% 0,0%
40- Riparazioni e noleggi 25 4,0% 8,0%
41-Altri servizi 36 5,0% 3,0%
42- Servizi vigilanza 8 1,0% 1,0%
43- Servizi di pulizia 12 2,0% 1,0%
44- Servizi di noleggio 0,0% 0,0%
45- Attività immobiliari 5 1,0% 1,0%
Totale 703 100% 1,0%

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