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Cinema Marraccini, De Martis: «Potrebbe tornare ai grossetani se solo il Comune agisse»

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GROSSETO – «1.082.550 euro. E’ la somma con la quale questa mattina sarebbe stato possibile acquistare all’asta il Marraccini, lo storico cinema che negli ultimi anni, da eccellenza architettonica e tradizionale luogo di socialità, è divenuto il simbolo del degrado e dell’abbandono in cui versa il nostro centro storico». Lo scrive, in una nota, Carlo De Martis, capogruppo della Lista Mascagni Sindaco nel Consiglio comunale di Grosseto.

«L’asta è andata deserta, e tra qualche mese si aprirà una nuova occasione di acquisto, verosimilmente ad un prezzo ulteriormente ribassato (a fronte di una stima originaria di due milioni di euro) – continua -. Potrebbe essere l’occasione buona per restituire il Marraccini ai grossetani, purché l’amministrazione comunale non resti ancora alla finestra. Certo, metterci le mani non è uno scherzo. Oltre ai soldi per l’acquisto occorrerebbe mettere in conto ingenti spese di ripristino, che il perito del tribunale ha indicato in circa 1.500 euro al metro quadro. Altrettanto certamente, tuttavia, non possiamo alzare bandiera bianca. D’altronde lo stesso primo cittadino Antonframcesco Vivarelli Colonna si era candidato a sindaco promettendo di “valutare l’acquisto ed il recupero dell’ex cinema Marraccini per sottrarlo all’incuria e al degrado e utilizzarlo come sede dei corsi universitari e di altri laboratori culturali”, ed ancora quell’impegno fa bella mostra di sé nel Dup, il Documento unico di programmazione approvato dalla maggioranza solo due mesi fa».

«Oggi probabilmente si sono create le condizioni affinché quell’impegno possa diventare qualcosa di più che la solita promessa elettorale buona per ogni stagione – si legge ancora nella nota -. Anche perché a breve comincerà l’elaborazione del nuovo piano operativo (il vecchio regolamento urbanistico), e quale migliore occasione per discutere della futura destinazione del vecchio cinema Marraccini, magari aprendo un dibattito pubblico, per un fabbricato dalle straordinarie potenzialità? Tra l’altro i tempi sono maturi anche ragionare concretamente di progetti di innovazione a impatto sociale, rivolti proprio alla rigenerazione di beni pubblici attraverso un’originale sinergia tra il pubblico, che smette le vesti di mero finanziatore passivo, e il privato, al quale si prospetta comunque una remunerazione del capitale investito.
Giusto pochi giorni fa è stato presentato un interessante progetto in tal senso, che andrà a riqualificare un immobile nel parco della Maremma, promosso dall’associazione LU.C.I. intorno alla quale ruotano Caritas Grosseto, Fondazione Etica, Regione Toscana, Confindustria e Tv9».

«La stessa giunta Vivarelli Colonna, all’inizio del suo mandato, aveva approvato un atto di indirizzo con cui dichiarava di voler sostenere la diffusione dell’innovazione e dell’investimento a impatto sociale, promuovendo la sperimentazione di progetti di rigenerazione dei beni pubblici in disuso. Peccato però che appena lo scorso giugno, come denunciai con una interrogazione, il sindaco si sia lasciato sfuggire l’occasione di partecipare ad un bando del Fondo per l’innovazione sociale che metteva a disposizione dei comuni un tesoretto di oltre 21 milioni di euro per la realizzazione di progetti di innovazione sociale, anche se qualche residuo potrebbe essere ancora disponibile. E’ giunto allora il momento di passare dagli annunci ai fatti – conclude il consigliere Carlo De Martis -, perché il tempo passa e tante, troppe occasioni stanno sfuggendo”.

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