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Effetto Renzi in Maremma: la scissione per ora non funziona. Marras: «E’ un grande, ma non lo seguo»

GROSSETO – Il capogruppo dem in Consiglio regionale Leonardo Marras e il segretario del Pd Grosseto Leonardo Culicchi sono intervenuti sull’addio di Renzi al Pd.

“Amarezza (tanta) a parte, Matteo Renzi è un grande – commenta Marras -. Le sue qualità sono indiscutibili. Ha rinnovato linguaggio e aperto le finestre, ha raggiunto consensi storici, ha impresso intensità straordinaria al governo, ha provato a cambiare l’Italia. Con il suo carisma ha permesso alla sinistra liberale di diventare maggioranza, da avanguardia culturale, dentro a quel campo variopinto e ancora in costruzione che è il Partito democratico. Non lo seguirò – prosegue Marras – perché non condivido la sua scelta e leggendo e rileggendo l’intervista di stamani a la Repubblica non trovo ragioni nuove. Io non rinuncio – conclude il consigliere – a costruire il campo che serve agli italiani a rappresentare chi ha più bisogno, di farlo insieme a chi lavora e a chi produce, per offrire soluzioni, combattere le disuguaglianze e immaginarsi una società più giusta. La fatica di ritrovarsi su un punto da posizioni diverse, in politica, va fatta tutta. Buona vita, compagno e amico mio!”.

“Non sta a me fare discorsi di un passato renziano che non ho vissuto dalla sua nascita – scrive Culicchi sulla sua pagina Facebook – ma che, grazie al suo vento riformista e liberale, mi ha adottato e proposto come segretario unitario concedendomi una fiducia e stima a cui devo solo riconoscenza. Un vento riformista e liberale che ha permesso al Pd non solo di includere ma di cercare, ogni giorno, valore aggiunto dalle diversità di pensiero e di provenienza. Il nostro spirito democratico, che dà linfa alle nostre pluralità, ha però significato, se si ha rispetto del partito come istituzione e della comunità che si rappresenta. Come segretario dell’Unione comunale di Grosseto – prosegue – , il mio posto rimane qua, non vado da nessuna parte finché riuscirò a rappresentare il mandato politico che mi è stato affidato, finché avrò la fiducia dei delegati e degli iscritti che rappresento e finché il mio essere stato unitario sarà ancora lo strumento utile per fermare una destra ipocrita, assetata di potere e soprattutto inconcludente ai bisogni della città . D’altronde il mio mandato politico è cercare di rimettere in moto Grosseto, recuperando agli errori passati con la consapevolezza di non averli commessi, ma dei quali mi prendo carico per il forte senso di rappresentanza. Oggi, quindi, per me è un giorno come gli altri, lavorando all’opposizione e mettendomi a disposizione delle scelte del partito. Alla fine – conclude il segretario del Pd – siamo solo dei volontari al servizio di idee e principi nei quali ci riconosciamo”.

 

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