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Gli autisti della Tiemme scioperano: «Ignorati dall’azienda»

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GROSSETO – Dopo lo sciopero della Faisa ecco un altro sciopero per Tiemme che dalle 16 alle 20 di venerdì 6 settembre ha visto incrociare le braccia gli autisti. Un gruppo di loro si è ritrovato in piazza Dante per protesta. “Dal 23 luglio – ricorda il segretario generale UglToscana, Giuseppe Dominici – data nella quale si sono trovati di fronte al Prefetto, Ugl e Tiemme , ad oggi dichiara Ugl che ha cercato di incontrare l’azienda per arrivare ad un accordo e revocare lo sciopero, ma nulla di fatto dichiara”.

“L’azienda ha risposto ai nostri appelli in maniera del tutto negativa – prosegue Dominici  come se volesse lei lo sciopero, nel contempo continua imperterrita a “parlare solo con Filt-Cgil; Fit-Cisl; e Uil-T. Le motivazioni che hanno portato allo sciopero sono la disuguaglianza di trattamento del personale i problemi sulla sicurezza e le manutenzioni degli Autobus, affidate ad alcune officine esterne, a nostro avviso totalmente inadempienti, istanze che con sorpresa sono state “riconosciute” pochi giorni fa anche dalle altre tre sigle sindacali. Il personale viaggianteè stato suddiviso e racchiuso in “recinti” alcuni dipendenti sono gravati da turni di 14 ore per effettuare il proprio turno lavorativo ed altri dopo 6 ore possono tornare dalle proprie famiglie, alcuni hanno tutti i festivi (domeniche incluse) di riposo, altri fanno una domenica di riposo in tutta l’estate , il tutto condiviso con le sole sigle sindacali Fit-Cgil; Fit-Cisl e Uil-T come dichiarato dall’azienda in sede prefettizia, senza considerare Ugl e Faisa”.

“Gli utenti – prosegue Dominici – invece lamentano dei continui ed eccessivi ritardi delle corse, che a nostro avviso è dovuto alla compilazione arbitraria dei turni che non tiene conto degli eventuali ritardi delle corse precedenti e della percorrenza spesso inidonea, delle errate indicazioni ai capilinea sulle destinazioni degli autobus, cosi come sul sito internet e alle paline di fermata – puntualizza Dominici – l’Azienda comunica che la malattia del personale viaggiante è aumentata vertiginosamente dell’83% dato che a nostro avviso – incalza il sindacalista – dovrebbe far riflettere sullo stress psicofisico a cui sono sottoposti gli autisti. Ci interessa sottolineare che anche per il personale dell’officina, l’azienda, ha iniziato da tempo un processo di esternalizzazione dei lavori riducendo drasticamente i lavoratori internamente e spostando le lavorazioni ad officine esterne, con il risultato di mezzi che non sono mai al 100% di efficienza”.

“Da non dimenticare – per Dominici- le continue aggressioni verbali subite dai verificatori e dagli autisti durante il loro lavoro. Si sollecita la Regione Toscana – affonda Ugl – ad effettuare un sondaggio sui passeggeri aprendo un link dove sia possibile dare un giudizio sulla qualità del servizio dei trasporti pubblici, in virtù anche dell’aumento del prezzo dei biglietti o abbonamenti, cosi come per tutti i dipendenti della One Scarl al fine di valutare l’effettiva “aria” che si respira all’interno delle singole aziende. Altro punto su qui Ugl punta il dito sono i tempi di percorrenza ormai da anni rimasti invariati senza considerare gli aumenti del traffico nelle varie città – secondo Dominici – , questo porta conseguentemente a effettuare le corse in ritardo e quindi coincidenze in ritardo e un susseguirsi di disservizi per l’utente che alla fine sfoga la sua frustrazione nell’autista di turno”. “Poi le manovre non assistite – attacca ancora Dominici – vale a dire quelle effettuate senza l’ausilio della retrocamera, previste in molti turni e, ubicate spesso in zone non idonee e pericolose, dove il rischio è a totale carico dell’autista. Facciamo appello anche al presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna perché possa intervenire”.

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