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La storia

Addio alla maestra della cucina ebraica cresciuta in Maremma

edda servi machlin

PITIGLIANO – La storia di Edda Servi Machlin è una storia che merita di essere raccontata. E’ la storia di una donna ebrea, nata a Pitigliano il 22 febbraio 1926 e poi deportata al nord durante la Seconda Guerra Mondiale. E’ la storia di una donna sopravvissuta agli orrori dell’Olocausto e tornata in Maremma alla fine della Guerra. Poi emigrata negli Stati Uniti, a cercare fortuna e una nuova casa. Qui, nel Bronx, a New York, è morta pochi giorni fa, il 16 agosto 2019, circondata dall’affetto della sua famiglia.

Edda è famosa negli Stati Uniti per aver pubblicato quattro libri di cucina. Nel 1981  “The Classic Cuisine of the Italian Jews”, “La cucina classica degli ebrei italiani”, poi un “Volume due” dato alle stampe nel 1992. Nel 1999 arriva “The Classic Dolci of the Italian Jews: A World of Jewish Desserts”, “I classici dolci degli ebrei italiani: un mondo di dessert ebraici”; infine nel 2005  “Classic Italian Jewish Cooking”, “La cucina classica ebrea italiania”, un testo che mette insieme parti dei suoi libri di cucina giovanili.

Nei libri non ci sono solo ricette: racconta anche la sua vita da bambina e poi da ragazza a Pitigliano, al fianco del padre che era il rabbino nella comunità ebraica della Piccola Gerusalemme, un posto perfetto per una famiglia come la sua. Racconta anche del forno sotterraneo del paese nel quale si produceva la matzah, il pane non lievitato della traduzione ebraica, usato in tutte le cerimonie religiose. Racconta della mamma, Sara Di Capua Servi, dalla quale impara ancora bambina l’arte del cucinare poi resa celebre dai suoi libri. Racconta del clima di grande tolleranza e amicizia che si respirava a Pitigliano, almeno fino al 1936.

 

Nel 1943 Edda e la famiglia vengono rinchiusi in un campo di concentramento nel nord Italia, dal quale vengono successivamente liberati, per poi tornare a Pitigliano dopo la Guerra. Qui però la comunità ebraica non esiste più ed Edda si trasferisce a Firenze. Poi, nel 1958, il viaggio a New York e l’inizio di una nuova vita, con l’apertura di un ristorante italiano.
Lo stretto rapporto con i frequentatori del locale, dalla loro richiesta delle ricette delle leccornie presentate a tavola, nasce l’idea di diventare scrittrice, di consegnare a un libro quella sua grande passione. Sarà l’inizio di un nuovo percorso che la porterà a diventare famosa in gran parte degli Stati Uniti. Come dimostra il bellissimo articolo che a lei ha dedicato il New York Times dopo la sua morte.
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