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Grosseto, Viligiardi l’Apache che non molla mai. “Sogno un gol sotto la Nord”

GROSSETO – Grinta, carattere e un solo credo: non mollare mai. Samuele Viligiardi, 19 anni compiuti lo scorso giugno, è il mediano che in mezzo al campo non fa prigionieri. L’Apache che il Grifone cercava dopo l’addio a Simone Raito. L’unico modo per non litigare con lui è non toccargli il pallone. Dopo la scuola calcio fatta nello Scandicci, città dove vive, è passato all’età di otto anni alle giovanili dell’Empoli, facendo tutta la trafila fino alla Primavera e giocando praticamente sempre a centrocampo come mediano davanti alla difesa e, all’occorrenza, come mezz’ala o anche come trequartista. A Grosseto arriva con la voglia di mettersi in luce e far vedere le proprie potenzialità, in una formazione assemblata per divertire e raggiungere una tranquilla salvezza. Divide la casa con Giani, Da Pozzo e Milani: tre giocatori passati dalle giovanili dell’Empoli.

“Con Milani abbiamo giocato in squadra insieme lo scorso anno nella Primavera dell’Empoli – spiega Viligiardi -, mentre con Giani e Da Pozzo ci conosciamo perché siamo tutti scuola Empoli. L’arrivo a Grosseto per me è una grande occasione non solo per mettermi in mostra ma per giocare a calcio in una grande squadra”.

Com’è stato il suo arrivo in biancorosso?

“Appena ho avuto la possibilità di vestire la maglia del Grosseto non c’ho pensato due volte. Mario e Simone Ceri mi hanno chiesto soltanto una cosa: di dare tutto per questa squadra e di uscire sempre dal campo con la maglia bagnata di sudore e a testa alta. Non vedo l’ora di poter ripagare la loro fiducia”.

Lei è uno di quei giocatori che quando entra in campo ha gli occhi rossi, almeno finché non ha il pallone tra i piedi…

“Ho sempre giocato come mediano e adoro questo ruolo proprio perché mi dà la possibilità di recuperare palla e impostare il gioco. E questo è quello che adoro fare di più, conquistare palla e giocare a supporto dei compagni. Sono abituato a non mollare mai per carattere, e questo ruolo mi dà la possibilità di non fermarmi finché l’arbitro non fischia”.

Com’è il clima dentro e fuori lo spogliatoio?

“Direi ottimo. Ho visto una squadra molto forte e già unita, con individualità molto importanti, come Galligani ad esempio, ma anche con giocatori carismatici che stanno già plasmando il gruppo: Ciolli, Gorelli e Cretella su tutti. Sono sempre pronti ad aiutarci, a darci consigli e a tenere alto il morale della squadra”.

A quale giocatore si ispira nel suo ruolo?

“Essendo simpatizzante della Fiorentina dico David Pizarro, un giocatore che ho sempre amato e al quale mi ispiro per grinta e visione di gioco”.

Che impressione le ha fatto mister Magrini?

“Mi sembra un ottimo allenatore, molto preparato. Avevo sentito parlare di lui ma la cosa che più mi ha colpito è stata l’attenzione durante gli allenamenti che ha soprattutto nei confronti dei giocatori più giovani. Anche la sua visione tattica mi piace molto”.

Com’è stato l’impatto con la città e la tifoseria?

“Grosseto è una città molto tranquilla dove ci si può allenare bene e dare il massimo. La prima partita giocata nello stadio Zecchini è stata una grande emozione, e anche il pubblico visto fin qua durante le amichevoli è stato molto caldo e affettuoso nei nostri confronti. Non vedo l’ora di giocare partite ufficiali e magari realizzare il mio sogno…”

Quale sogno?

“Quello di poter segnare un gol e correre sotto la Curva Nord per gioire con i tifosi. E se poi il gol arrivasse in un derby meglio ancora”.

A proposito di derby, lo sa che ci sono cinque partite diverse dalle altre quest’anno? Le due con il Follonica Gavorrano e le tre con la Sangiovannese…

“Sì lo so, me ne hanno già parlato alcuni tifosi. Non vedo l’ora di giocare quelle partite: per il carattere che ho mi esalto ancora di più e riesco a dare il massimo. Vorrei già essere a domenica per scendere in campo contro la Sangiovannese. Fin qua ci siamo allenati tanto, ma adesso ho voglia di dimostrare quanto valgo nelle partite ufficiali e dare il mio contributo al Grosseto”.

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