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Agroalimentare, la formazione che serve: «Con Its-Eat il 73% degli allievi è occupato»

GROSSETO – L’Its-Eat, l’Istituto tecnico superiore – Eccellenza agroalimentare Toscana, nasce a Grosseto nel maggio del 2015. In questi quattro anni ha completato tre percorsi e ne ha messi in campo altri quattro, di cui due al primo anno e due al secondo anno. Nel prossimo biennio ne partiranno altri due, più un terzo in collaborazione con l’Its-Tab dedicato al turismo.

I tre corsi già chiusi sono stati svolti uno a Grosseto e due a Firenze, i quattro in corso sono in svolgimento sempre a Grosseto, a Pistoia, ancora a Firenze e a Cortona. I prossimi si svolgeranno a Pisa e Firenze.

“I soci della Fondazione Its-Eat – sottolinea il presidente Fabrizio Tistarelli -, soprattutto imprese del territorio, associazioni, scuole ed università, si spendono direttamente per formare le figure professionali specializzate richieste dalle attività produttive locali e per garantire al contempo un adeguato sviluppo economico del territorio”.

Nei primi due corsi, terminati da un anno, il 73 per cento degli allievi risultano occupati, mentre un gruppo di studenti ha deciso di proseguire gli studi a livello universitario e un altro sta predisponendo invece un percorso di impresa.

Per quanto riguarda la provenienza scolastica dei primi tre corsi la metà degli iscritti veniva dall’istituto tecnico agrario, nei nuovi progetti questa percentuale si è abbassata e sono aumentati gli allievi in possesso di altri diplomi.

“Il percorso formativo biennale Its-Eat – afferma il direttore Paola Parmeggiani – mette in contatto i giovani diplomati, provenienti da qualsiasi indirizzo di studi secondario, con le migliori realtà aziendali, non solo toscane, per conoscere le opportunità professionali nell’agribusiness e per acquisire le competenze che servono per inserirsi, da subito, in modo qualificato nel mondo del lavoro”.

“L’agroalimentare di qualità è fondamentale per il nostro territorio – commenta sindaco di Grosseto il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna – non solo per la promozione di prodotti di grande pregio, ma anche come chiave di lettura antropologica di un rapporto imprescindibile tra cultura locale, tradizione e identità di un popolo. Investire nella formazione agroalimentare è quindi per noi estremamente strategico: parliamo di settore che contribuisce per oltre il 13,4 per cento al Pil nazionale, con un valore complessivo di 208 miliardi di euro. Una scuola come Its-Eat, quindi, è lo strumento migliore per essere competitivi domani sul terreno della qualità: investire sulle nostre eccellenze, infatti, non può prescindere dai nostri giovani talenti”.

Per quanto riguarda il corso che si sta concludendo a Grosseto in “Food Identity Management”, che rientra nell’ambito del marketing qualità dei prodotti alimentari, ha visto un gruppo variegato con studenti provenienti da vari indirizzi scolastici, che hanno partecipato all’iniziativa del Miur chiamata “Its 4.0” e che hanno partecipato con un progetto innovativo in ambito digitale realizzando un prototipo di etichetta a realtà aumentata che, attraverso video, foto e testi forniscono informazioni che vanno dalla nutraceutica fino alla provenienza del prodotto.

Attualmente i 21 studenti stanno effettuando lo stage, di cui nove in Spagna ed altri nelle più importanti regioni italiane dedite all’agroalimentare. Atri ancora sono impegnati a livello locale in aziende che, in alcuno casi, sono già pronte ad assumere gli allievi al termine del percorso formativo.

L’Its-Eat sta lavorando adesso alla progettazione dei nuovi corsi per il biennio 2020-2022 che saranno finanziati dalla Regione Toscana attraverso il Fondo sociale europeo e dal Miur.

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