Mascagni: «Vivarelli Colonna propone un’urbanistica vecchia come nelle speculazioni anni ’60»

GROSSETO – «Con le importanti inaugurazioni di questi mesi (ponte sull’Ombrone, illuminazione delle Mura, Chelliana…) la Giunta comunale ha mostrato di voler privilegiare il tratto della continuità amministrativa, dando seguito a idee talvolta solo pensate, talaltra anche progettate e finanziate dalle precedenti amministrazioni». A dirlo sono i consiglieri comunali di opposizione Lorenzo Mascagni (PD), Carlo De Martis (Lista Mascagni Sindaco), Manuele Bartalucci (PD), Marilena Del Santo (Lista Mascagni Sindaco), Circo Cirillo (PD), Marco Di Giacopo (PD), Catuscia Scoccati (PD).

«L’idea di città che è sottesa alle varianti urbanistiche che verranno portate in consiglio comunale il prossimo 5 luglio, è invece tutta e solo di questa amministrazione ed è una delle prime che mostrano per intero cosa pensa la destra grossetana di questa città – prosegue la nota -. Essa potrebbe riassumersi così: espandere la città verso il mare e verso il Parco della Maremma, realizzando nuovi quartieri (anche di seconde case) su aree agricole e costruire nuovi poli commerciali. Un’idea che peraltro la Giunta comunale e l’assessore all’urbanistica si sono ben visti dal raccontare alla città, se è vero come è vero che è stata l’opposizione a disvelarla nel marzo scorso. Ne è seguito un dibattito che ha coinvolto associazioni ed esperti, purtroppo del tutto ignorato dall’amministrazione».

«Perché decisioni così importanti sono assunte in tutta fretta ed al di fuori della pianificazione urbanistica ordinaria? Desta perplessità che tali importanti decisioni vengano adottate in tutta fretta, senza attendere il nuovo ed imminente Piano operativo, che è lo strumento per pianificare le nuove esigenze della città. E’ perciò sorprendente che la giunta e l’assessore all’urbanistica, proprio alla vigilia di una simile stagione, sottraggano alla discussione ed alla partecipazione connesse all’adozione di uno strumento pianificatorio, scelte rilevanti per il nostro territorio anticipandole ed imponendole in via frammentata con una serie di varianti, una modalità talmente impropria che ha ricevuto anche formali censure dalla Regione Toscana».

«Non sarebbe meglio puntare sulla rigenerazione urbana piuttosto che sull’espansione e sul consumo di suolo – chiede la nota -? A cosa serve promuovere bei convegni come quello dei giorni scorsi sulla “rigenerazione urbana” se poi con gli atti urbanistici si fa l’esatto contrario, incentivando l’espansione della città ed il consumo di suolo agricolo? Pianificare un grande intervento residenziale su un’area agricola (Casalone) provocherà non solo l’effetto di compromettere le caratteristiche del nostro territorio, ma anche quello di disincentivare il recupero dell’esistente, rendendo più difficoltosa la rigenerazione di aree urbane degradate. Sarà un’occasione persa, saranno ingenti risorse che invece di distribuirsi tra i quartieri cittadini andranno a collocarsi in un nuovo margine della città. Per non parlare degli effetti su un mercato immobiliare già caratterizzato da una sovrabbondante offerta».

«C’è bisogno di nuovi poli commerciali? La Giunta e l’assessore all’urbanistica, con la variante commerciale, ci stanno rispondendo di sì eppure i dati e la quotidianità di ciascuno di noi, ci dicono proprio il contrario e ci parlano di un mercato saturo. Aumentare le superfici commerciali metterebbe in ginocchio i piccoli e medi esercizi che ancora resistono rendendo ancor più fragile il precario equilibrio esistente».

«Le conseguenze sul resto della città. La creazione di nuovi quartieri senza che vi siano un effettivo fabbisogno residenziale e l’aumento di poli commerciali ai margini della città, non sono scelte a costo zero: aumenteranno le aree da controllare, i servizi da erogare e le strade da mantenere, per la qual cosa l’amministrazione già ora è in evidente difficoltà; ci saranno meno investimenti per manutenzione e recupero dentro la città. Sarà reso ancor più fragile il centro storico, che da un lato si prova a rianimare grazie ad idee e finanziamenti regionali come il Pop Up Lab, dall’altro si marginalizza sempre più con scelte come queste. A tale riguardo verrebbe da ricordare alla Giunta, che tante promesse ha fatto in tema di sicurezza, che la sicurezza urbana passa anche (e forse soprattutto) dalle scelte urbanistiche. E scelte urbanistiche sbagliate finiranno per aumentare il rischio di insicurezza» proseguono i consiglieri.

«Molte amministrazioni, in questi anni, hanno messo al vertice delle politiche urbanistiche la riduzione del consumo di suolo, la rigenerazione urbana, la scelta di nuove forme dell’abitare. A Grosseto la Giunta comunale e l’assessore all’urbanistica marciano compatti nella direzione opposta, proponendo una vecchia urbanistica con vecchie modalità tipiche della speculazione degli anni ’60. Questa città non ne ha bisogno».

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