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TartAmare, Nuna è stata liberata: «Anche i cittadini hanno contribuito alla sua guarigione»

MARINA DI GROSSETO – Domenica mattina è tornata a nuotare libera in mare la tartaruga Nuna, ospite al Centro recupero tartarughe marine, dove era stata curata in seguito ai danni riportati per la cattura accidentale nelle reti di un peschereccio. Il pescatore che l’ha rinvenuta dentro la propria rete si è subito reso conto che le condizioni dell’animale erano piuttosto gravi ed ha chiamato i soccorsi. La Capitaneria di Porto, che è intervenuta per prima, ha allertato il personale del Centro tartAmare presso il quale Nuna è stata tempestivamente ricoverata.

La visita medica ha evidenziato i sintomi di un principio di annegamento ed un cold stanning. “Questa seconda condizione interessa soprattutto esemplari di non grandi dimensioni ed è una conseguenza di acque troppo fredde o di una eccessiva differenza di temperatura tra l’ acqua in profondità e quella superficiale, cosicché l’animale si trova a stare ad una temperatura troppo bassa per un periodo prolungato di tempo – spiegano gli esperti del Centro – le funzioni vitali si rallentano e si può arrivare alla morte. Nuna, durante la prolungata e forzata permanenza sott’acqua, costretta dalla rete, che le ha provocato due notevoli lesioni, aveva subito inoltre un trauma per cui mostrava vistoso ematoma sul piastrone”.

Le cure sono state lunghe e laboriose ed hanno necessitato di un intervento integrato dei due veterinari del Centro, Andrea Guidoni, responsabile sanitario e Lara Papini, esperta di fama nazionale nella cura delle tartarughe marine, che hanno predisposto reidratazione (fluidoterapia) con fluidi caldi e vitamine, terapia antibiotica ed integratori. Luana Papetti, referente scientifico di tartAmare, ha seguito tutte le fasi della riabilitazione e tutti i volontari del Centro con pazienza ed amore hanno somministrato le cure a Nuna.

Molti cittadini si sono mobilitati anche attraverso piccole donazioni che hanno permesso a tartAmare di acquistare i farmaci per l’esemplare.
Durante la prima settimana della sua permanenza Nuna non si alimentava fino a quando non è riuscita a liberarsi di una certa quantità di plastica, pezzi di varie dimensioni e di varia consistenza che evidentemente le bloccavano l’intestino.

“Una mattina l’amara sorpresa – racconta Silvia Lenti, operatrice volontaria di tartAmare -: la vasca era piena di pezzetti grandi e piccoli di plastica e di rifiuti e, solo dopo che la tartaruga è riuscita ad espellerli, ha ricominciato ad alimentarsi”.

A proposito dell’attuale e preoccupante problema delle plastiche a mare e del loro ingresso nelle catene alimentari, il Centro ha firmato recentemente un protocollo d’intesa con l’Università di Siena con cui collabora raccogliendo campioni degli esemplari in degenza per un importante progetto di ricerca Interreg Med.

“Da quando Nuna ha ripreso a nutrirsi – raccontano ancora da tarTamare -, in suo soccorso sono arrivate delle pescherie di Marina di Grosseto che praticamente ogni giorno hanno fornito gratuitamente pesce fresco per i suoi pasti. I pranzetti hanno rifocillato Nuna che ha iniziato a riprendersi e da quel momento la strada è stata in discesa e l’ha portata dritta al suo rilascio in mare a Castiglione della Pescaia nell’ambito di una manifestazione importante quale la festa delle Bandiere, con consegna della Bandiera Blu Fee ai balneari. Il rilascio è avvenuto a largo grazie all’assistenza della Capitaneria di Porto che ha accompagnato gli esperti di tartAmare lontano dalla costa per evitare il traffico dei natanti”.

TartAmare opera in convenzione con il Comune di Grosseto, nell’ambito del coordinamento della Regione Toscana ed all’interno di un progetto di ricerca e conservazione per il quale ha ottenuto autorizzazione dal Ministero dell’Ambiente.

Negli ultimi due anni l’operatività di questo Centro, attivo anche nella tutela dei nidi di tartaruga marina e nella sensibilizzazione, divulgazione scientifica ed educazione ambientale, è cresciuta, così come il numero delle persone che a vario titolo seguono e sostengono il progetto.

Il Centro è diventato un luogo di riferimento per l’educazione e la formazione dei giovani, incentivando anche l’interesse verso Marina di Grosseto che lo ospita. Molte le scuole che lo hanno visitato nel periodo primaverile ed ancora per i prossimi mesi accoglierà i bambini che frequentano i campi estivi per laboratori scientifici sugli animali marini.

L’Associazione nel 2018 è stata tra i vincitori del bando GoGreen Mare della Regione Toscana e nel 2019 si è aggiudicata ancora il fondo stanziato dalla Regione per la conservazione della biodiversità marina, ha vinto un progetto PON per l’educazione ambientale ed ha ricevuto dei fondi dalla Banca Tema.

“Grazie a questi stanziamenti riusciamo a crescere e a migliorare l’attrezzatura del nostro Centro – afferma il presidente Davide Petri – abbiamo acquistato nuove vasche di terapia ed una bicicletta a pedalata assistita per monitorare le spiagge della Maremma per poter mettere in sicurezza tempestivamente un eventuale nido di tartaruga marina qualora anche quest’ anno, come accaduto negli ultimi anni, questi animali decidano di scegliere le nostre spiagge per deporre le loro uova”.

In questo periodo infatti i volontari di tartAmare sono impegnati in un controllo attento e del litorale da Follonica a Principina. “Per una specie attenzionata la fase della riproduzione è cruciale – dice Paola Toninelli, segretaria di tartAmare – ed è molto importante riuscire ad individuare i nidi per preservarli e metterli in sicurezza soprattutto se deposti in spiagge fortemente antropizzate o addirittura in mezzo a stabilimenti balneari. Abbiamo bisogno di forze e chiunque si voglia unire in questa attività che è anche salutare per il fisico e per la mente, trattandosi di una passeggiata all’alba sulla riva del mare, può scrivere sulle nostre pagine web e al sito www.tartamare.org o telefonare al numero 338 4876614″.

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