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L’acqua del mare diventa potabile: inaugurato il dissalatore. È il primo porto del Tirreno ad averlo fotogallery

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PUNTONE – E’ stato il presidente della Marina di Scarlino, Stefan Neuhaus, ad accendere e dare il via al primo dissalatore di un porto del Tirreno, in grado di rendere tutta l’area del Marina e del resort indipendente dalla rete idrica tradizionale. Il sistema rivoluzionario dell’impianto, che trasforma l’acqua del mare in acqua potabile a km 0, è stato inaugurato questa mattina al porto di Scarlino.

Il dissalatore ad alta efficenza e con consumi energetici particolarmente ridotti, è stato prodotto in Italia dall’azienda Joseph Egli Italia. Il fine della Marina è quello di soddisfare i propri consumi d’acqua, tra residenze, esercizi commerciali e quelli legati alle imbarcazioni e il porto, senza sottrarre l’acqua alla comunità locale e al comprensorio.

«Gli albori del progetto risalgono al 2017 – ha spiegato Claudio Cilemmi, amministratore delegato della Marina di Scarlino -. Soffrivamo da anni di problemi idrici, specialmente durante la stagione estiva e in alcuni orari della giornata. Con il dissalatore queste difficoltà fanno parte del passato nonostante ci fossero stati tanti nodi da sciogliere per la sua realizzazione. Tra l’altro, l’acqua soddisfa anche le esigenze dei diportisti perché contiene una quantità minima di calcio, quindi ha una durezza nettamente inferiore rispetto a quella reperibile nelle acque sorgive ed evita la formazione sugli acca delle barche dei fastidiosi residui di calcio, tanto difficili da pulire.
Siamo quindi molto soddisfatti e oggi, dopo una lunga fase di realizzazione, possiamo dire che il dissalatore c’è, funziona e abbiamo acqua potabile proprio per tutti».

Il progetto, frutto di studi e analisi eseguite nel rispetto dell’ambiente è stato denominato “Acqua a km 0”. L’impianto è in grado di soddisfare l’intero fabbisogno della Marina, 160 metri cubi giornalieri circa, ma può arrivare fino a 200 metri cubi. L’acqua viene prelevata dal mare in una zona appena fuori dal porto e in seguito subisce un processo di molteplice filtrazioni all’interno dell’impianto per renderlo potabile mentre il residuo salino viene rimandato in mare. Con questa tecnica, da 100 metri cubi d’acqua di mare si ricava circa il 45% di acqua potabile. La realizzazione di questa tipologia di impianto, che tra l’altro si controlla da remoto con un sistema di software molto sensibile, ha richiesto un investimento di quasi mezzo milione di euro.

«Questo è per noi è un momento molto speciale – ha detto Stefan Neuhaus, presidente della Marina di Scarlino, durante il taglio del nastro -. Da ora in poi produrremo acqua potabile a chilometro zero e questo significa un cambiamento totale per tutto il resort. Questo progetto innovativo dalla matrice Green, non inquinante, controllabile e gestibile da remoto, migliorativo per tutti va proprio nella direzione intrapresa da tempo a vantaggio del nostro porto integrato».

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