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Sgombero via Giordania: «Ordinanza fatta senza pensare alle conseguenze. Vita più difficile per le famiglie»

GROSSETO – «Il nuovo regolamento propone l’ennesima soluzione tampone, che rischia di introdurre ulteriore e maggiore precarietà nella condizione di vita delle famiglie interessate, circa dodici nuclei familiari, per una cinquantina di persone, tra cui molti anziani e scolari» è l’opinione dei consiglieri comunali di opposizione Carlo De Martis, Marilena Del Santo (Lista Mascagni Sindaco), Lorenzo Mascagni, Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo, Catuscia Scoccati (Partito Democratico) in merito alla situazione del parcheggio di via Giordania e alla soluzione proposta dall’amministrazione comunale.

«Questa mattina si è tenuta una seduta eccezionale del consiglio comunale, convocato per modificare il ‘regolamento per la concessione delle aree destinate alle attività dello spettacolo viaggiante’ di modo da offrire, secondo la giunta, una soluzione stabile e definitiva. La nuova disciplina produce quello che è stato definito un “aggancio blindato” dell’autorizzazione a sostare, e dunque ad abitare nelle aree pubbliche del territorio comunale, al contestuale svolgimento di un’attività di spettacolo nello stesso territorio comunale. Ciò comporterà che, specie nel periodo invernale, una volta esaurito il periodo dei luna park, queste famiglie rischieranno di trovarsi prive di un titolo per continuare ad abitare in una qualsivoglia area pubblica del territorio comunale, pena l’irrogazione di pesanti sanzioni. E la ‘soluzione’ che è stata loro prospettata in commissione – “andranno in un campeggio” – non ci pare proprio che possa definirsi tale».

«Tra l’altro sono rimasti senza risposta alcuni dubbi sulla rispondenza del nuovo regolamento alle norme – regionali e statali – in materia di edilizia e governo del territorio – proseguono i consiglieri di opposizione -. Anche per questo abbiamo presentato alcuni emendamenti migliorativi. Uno di questi, che ha ottenuto l’approvazione del consiglio, consentirà di sburocratizzare alcune procedure per le autorizzazioni. Un altro invitava l’amministrazione ad un approfondimento tecnico per individuare una soluzione abitativa realmente stabile ricorrendo agli strumenti urbanistici vigenti, e tuttavia la maggioranza ha bocciato la nostra proposta, costringendoci ad astenerci sul voto al nuovo regolamento. Certo è che da troppo tempo la situazione in cui versano queste famiglie è stata o affrontata in modo parziale, o non è stata per nulla affrontata, con responsabilità gravi e diffuse. Lo stesso Vivarelli Colonna, in commissione, ha voluto sottolineare la “trascuratezza delle precedenti amministrazioni, e uso il plurale non a caso”, ha dichiarato».

«Ma occorre anche dire che la validità dell’ultimo titolo che legittimava queste famiglie ad abitare nell’area di via Giordania è scaduto il 17 settembre dell’ormai lontano 2016, e in questi due anni e mezzo crediamo che vi sarebbe stato modo per affrontare la questione in modo diverso, senza produrre l’allarme sociale che è stato provocato dall’ordinanza di sgombero piovuta in capo a queste famiglie, alle quali è stato ordinato di lasciare l’area in trenta giorni – prosegue la nota -. Un’ordinanza emanata senza immaginare cosa sarebbe accaduto il trentunesimo giorno, e che ha così costretto l’amministrazione a tamponare il problema convocando d’urgenza un consiglio comunale, e ad inviare in fretta e furia in Regione l’assessore alle politiche sociali alla ricerca di una qualche soluzione di emergenza. Perché un’amministrazione la si giudica non solo da ciò che fa, ma anche e soprattutto da come lo fa. La si giudica dalla capacità di programmare la propria attività senza trovarsi ogni volta nell’affanno di rattoppare scelte segnate da troppa improvvisazione. Un po’ ci ricorda il pasticcio fatto con la vicenda della chiusura dei pozzi irrigui, ricordate? C’è però una differenza, perché nella vicenda odierna non si discute di semplici pozzi, ma di famiglie».

 

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