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Aggredita da un dobermann al parco di via Giotto. Il proprietario fugge senza aiutarla

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GROSSETO – Sette ferite, tra la schiena, il fianco e la gamba. Sono i buchi che hanno lasciato i denti di un cane sulla pelle di una grossetana. L’aggressione, di questo si sarebbe trattato, è avvenuta questo pomeriggio, alle 17, al parco di via Giotto. «È successo tutto in pochi secondi, fortuna che sono riuscita a girarmi di schiena, o mi avrebbe azzannato alla gola» racconta.

«Oggi pomeriggio ero al parco con mia figlia, all’altezza dei campi da tennis ho visto questi due bellissimi dobermann. Li ho notati perché mi piacciono molto i dobermann e uno dei due era veramente bello. Ho fatto un giro e mezzo, 7-8 minuti e ho rivisto i cani, questa volta dalla parte delle macchinette dell’acqua e caffè. Erano nella stessa identica posizione come se fossero lì per qualcosa. Ho guardato uno dei cani e questo mi si è buttato contro, mi ha aggredito. Ho fatto in tempo a girarmi di schiena ma lui si è attaccato a me. Era legato con un filo tenuto da un ragazzo moro, palestrato, che però non ha fatto nulla per staccarmelo di dosso, non lo ha colpito, non lo ha tirato a sé. Nessuno ha fatto nulla, neppure i tanti grossetani presenti. Non hanno neppure chiamato i carabinieri».

«Appena il cane mi si è staccato di dosso lui si è allontanato verso l’auto – prosegue il racconto – un altro uomo, un addestratore che aveva l’altro cane, mi ha rassicurato dicendo che andava a mettere in auto il cane e che sarebbe tornato, ma non è più tornato. È salito in auto ed è fuggito a tutta velocità. È stata mia figlia ad accorgersi del sangue che mi usciva fuori dalla maglietta».

La donna ha chiamato il 118, e sporto denuncia «Lo so che è come cercare un ago nel pagliaio, ma sono certa che i due uomini fossero assieme, e ho il nome dell’altro, dell’addestratore. Domani denuncerò anche il comune di Grosseto. I cani devono avere la museruola, non va bene che possano stare così. Ho avuto la forza di voltarmi, di correre. E se la posto mio ci fosse stato un bambino? Avrebbe potuto essere ucciso. Io mi porterò sulla pelle per sempre i segni di quanto successo».

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