Taglio delle pensioni: «In 20mila colpiti in Maremma». I sindacati scendono in piazza

GROSSETO – «I pensionati non accettano la decurtazione della rivalutazione che salvaguarda il potere d’acquisto. Né il trucco di rinviarla a dopo le Europee. Venerdì a Roma saremo in 400. In provincia interessati al prelievo 20mila pensionati su 60mila» a farlo sapere una nota dei sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che annunciano una grande mobilitazione.

«Sabato prossimo a Roma, alla manifestazione “Dateci retta” promossa dai sindacati pensionati – sottolineano Lorenzo Centenari (Spi-Cgil), Luciano Nardi (Fnp-Cisl) e Gianni Baiocco (Uilp-Uil) – Cgil, Cisl e Uil maremmane parteciperanno con almeno 400 militanti sindacali. 250 dei quali andranno in autobus. Il sedicente “governo del cambiamento”on la Legge di stabilità 2019 ha fatto come e peggio di tutti gli altri governi, prelevando soldi dalle tasche dei pensionati per finanziare scelte più che discutibili. Oltretutto promettendo la lotta alle pensioni d’oro, pochissime, e finendo per decurtare la rivalutazione Inps reintrodotta dal 1° gennaio 2017 per le pensioni normali. Dopo anni di proteste per recuperare una parte del loro potere d’acquisto».

«Ma non solo questo – aggiungono i tre sindacalisti – non avendo il coraggio di fare questa scelta oscena alla luce del sole, il governo ha posticipato il recupero retroattivo della quota di rivalutazione a dopo le elezioni europee. Per cui il 1° giugno circa 20mila dei 60mila pensionati maremmani riceveranno un assegno pensionistico decurtato. Per pensioni che nella stragrande maggioranza dei casi saranno appena al di sopra dei 1.524 euro lordi – 3 volte il minimo – equivalenti ad assegni netti da 1.200-1.300 Euro. Questa è la platea dei privilegiati che il governo colpirà per finanziare, fra le altre, operazioni come quota 100».

«A fronte di questa palese ingiustizia – concludono i tre sindacalisti – nella Legge di stabilità non c’è praticamente nulla per la “non autosufficienza”, le azioni per un invecchiamento attivo e in salute, il diritto alla cura e la riduzione delle tasse sulle pensioni. Per tutti questi motivi sabato prossimo saremo a Roma, insieme a moltissimi pensionati provenienti da tutta Italia. Con l’obbiettivo di smuovere le acque e far capire al governo che ci deve dare retta, perché rappresentiamo gl’interessi di 16 milioni di pensionati».

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