20 anni di elisoccorso a Grosseto: ecco la storia di Pegaso, l’elicottero che ci salva la vita

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GROSSETO – Quando si dice elisoccorso, si dice sicurezza, tempestività, professionalità, competenza e lavoro di squadra, caratteristiche che hanno fatto la differenza in tutti questi anni e hanno permesso di salvare tante vite. Il personale che compone la squadra dell’elisoccorso con base operativa a Grosseto, sia medico che infermieristico, fa parte del Servizio emergenza sanitaria territoriale 118 e questa rappresenta una caratteristica distintiva fino a oggi.

La storia

Il servizio di elisoccorso di Grosseto inizia il 1 luglio 1999, grazie all’impegno del direttore del 118 di Grosseto di allora, il dottor Davide Corsi, nell’ambito del progetto regionale di elisoccorso che prevede la creazione di tre basi operative: una a Firenze con Pegaso 1, una appunto a Grosseto con Pegaso 2 e una a Massa con Pegaso 3.

Il primo elicottero in dotazione a Grosseto è un Agusta 109 Power che esegue missioni soltanto nelle ore diurne per poi estendersi anche al volo notturno circa un anno dopo.

Nel 2001, la base deve confrontarsi con un gravissimo incidente, in seguito al quale tutto l’equipaggio, sia di condotta che sanitario, e il paziente trasportato perdono la vita. Nel 2008 il secondo incidente, fortunatamente senza vittime, mette ancora una volta tutti di fronte alle problematiche della sicurezza. Nel 2009, l’elicottero viene sostituito con un nuovo modello Agusta AW139. Nello stesso anno, il dottor Corsi lascia la direzione della base al dottor Robusto Biagioni.

Con Biagioni si assiste ad un graduale aumento dell’attività di volo dell’elicottero di Grosseto, legato anche all’aumento della operatività soprattutto in ambienti impervi. In questi anni, precisamente nel gennaio Nel 2012, la base è chiamata a gestire in maniera diretta la grave emergenza del naufragio della nave della Costa Concordia, con un impiego di risorse massimo e momenti di elevata criticità che hanno richiesto grandi capacità di coordinamento e di gestione organizzativa.

Nel 2017 la direzione della base viene affidata al dottor Stefano Barbadori e proprio in quest’anno presso la Base di Grosseto, la Regione Toscana investe sul progetto di volo notturno con l’ausilio dei visori notturni (NVG). Nel 2018, la base di elisoccorso di Grosseto diventa Unità operativa semplice nell’ambito del Dipartimento di emergenza urgenza della Asl Toscana Sud Est.

L’attività

Le aree di competenza

Sotto il coordinamento della Centrale unica regionale Toscana Soccorso, l’elisoccorso è operativo 24 ore su 24, con una media di 70 voli al mese. I territori di competenza specifica della Base di Grosseto sono rappresentati dalle tre province della ASL Toscana Sud Est (Grosseto, Siena e Arezzo), ma anche da settori di territorio della provincia di Livorno e Pisa. La capacità operativa è comunque estesa a qualsiasi punto del territorio della Regione Toscana, potendo intervenire anche in ambienti ostili come per esempio dell’arco appenninico. Una prerogativa dell’elicottero di Grosseto è anche la competenza sulle isole dell’arcipelago toscano che rappresentano, sicuramente, motivo di grosso impegno per gli equipaggi del Pegaso2.

Le caratteristiche

Oggi l’elicottero in uso a Grosseto, Pegaso 2, è un “Leonardo AW 139”, dotato di verricello e galleggianti di emergenza, in configurazione operativa multifunzione, per il soccorso su isole, boschi e aree montuose. Pronto al decollo in 5 minuti di giorno e in 20 di notte, garantisce interventi primari (condotti direttamente sul luogo di un evento, sia esso trauma o altra patologia acuta) e secondari (ossia trasferimenti urgenti da ospedale ed ospedale), è in grado di volare anche sul mare.

Il personale sanitario e tecnico

A bordo un equipaggio standard di 6 operatori durante il volo diurno e 4 durante il notturno: oltre ai due piloti ed al tecnico del verricello (equipaggio fornito dalla compagnia Babcock che ha in appalto l’intera flotta della Toscana), ci sono un medico, un infermiere del 118 e un tecnico di elisoccorso del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino. Tale personale, specializzato nella gestione delle emergenze pre-ospedaliere, dopo anni di lunga formazione ed esperienza, è in grado di stabilizzare le funzioni vitali del paziente e di trasportarlo alla struttura ospedaliera più idonea alla gestione della sua patologia. Per altro, proprio la presenza del tecnico di elisoccorso permette all’équipe di operare in sicurezza in ogni ambiente, anche in contesti pericolosi.

I dati

In questi anni, l’attività della base di elisoccorso ha mostrato un costante aumento sia per quello che riguarda l’attività diurna che notturna, passando da 380 missioni nel 2001 a 1049 solo nel 2018.

Nei 20 anni, 1999-2019: 10.100 missioni, circa 9.000 pazienti soccorsi, 11.236 ore volate, 70 voli mensili in media: con questi dati, la base di elisoccorso di Grosseto rappresenta una delle realtà più operative nel panorama nazionale.

Nel 2018: 1.049 missioni, 1.118 ore di volo, 732 interventi diurni e 317 notturni, 910 pazienti trasportati, 101 missioni all’isola d’Elba e 68 all’isola del Giglio.

Visori notturni

I visori notturni NVG

L’anno 2017 sara’ ricordato per la partenza del progetto di volo notturno con tecnologia NVG (Night Vision Googles). Con questa tecnologia Pegaso 2 può effettuare missioni primarie, direttamente sul luogo dell’evento, anche laddove prima non si poteva atterrare. In questo modo l’operatività dello stesso servizio viene ampiamente ampliata. E’ doveroso ricordare che si tratta di un’attività svolta per la prima volta, in maniera esclusiva, in Toscana e la base di Grosseto è una delle sole 5 basi in Italia a essere abilitata a tale servizio, adesso esteso a tutto il territorio della Asl Toscana Sud Est, Grosseto, Arezzo e Siena, abilitando circa 90 siti alla possibilità di atterraggio, anche in zone remote”.

Dopo una fase di sperimentazione, l’elisoccorso di Grosseto può contare sull’utilizzo dei visori notturni, NVG tecnologia che permette all’operatore dell’elicottero del 118 di atterrare di notte, anche su superfici non illuminate. Il dispositivo è costituito da una sorta di occhiali che amplificano i segnali luminosi consentendo la visione notturna. Impiegati dapprima in campo militare, sono stati poi adattati al settore civile. Ciò consente di utilizzare l’elicottero giorno e notte per poter arrivare in tempi brevissimi in caso di interventi clinici tempo-dipendenti.

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