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Confindustria chiede garanzie ai futuri sindaci. Ecco cosa pensano i candidati su infrastrutture e industria. TUTTE LE FOTO fotogallery

SCARLINO – Confindustria vuole garanzie dai futuri sindaci di Follonica e Scarlino. Garanzie sullo sviluppo economico del territorio e sulle proposte contenute nel documento presentato in Camera di Commercio lo scorso 17 aprile e condiviso da tutte la associazioni di categoria delle imprese e dal mondo dei sindacati. Stiamo parlando di proposte che riguardano il rilancio dell’economia partendo da asset strategici come le infrastrutture e la presenza del manifatturiero e dell’industria. In particolare si fa riferimento al completamento del Corridoio tirrenico e all’adeguamento delle direttrici che dalla costa portano verso l’interno come il Cipressino e la Maremmana. Ma anche la costituzione di una “cabina di regia”, formata anche da rappresentanti delle istituzioni, che possa seguire da vicino i temi da sviluppare.

Per questo stamattina Confindustria ha voluto aprire un confronto diretto con i candidati sindaco dei due Comuni, scegliendo come luogo dell’iniziativa l’incubatore d’impresa della Botte. «Abbiamo scelto questo luogo – hanno spiegato da Confindustria il presidente delegazione grossetana Francesco Pacini, il direttore di Confindustria Toscana sud Antonio Capone, Giovanni Mascagni e Ottorino Lolini – sia perché si trova all’interno della zona industriale più importante della provincia, ma anche perché è un po’ il simbolo del fallimento delle scelte di sviluppo del passato».

All’incontro non era presente il candidato sindaco del Pci Dario Bibbiani (Follonica), mentre per la lista civica “Follonica nel Cuore” è intervenuto Aldo Iavarone al posto del candidato sindaco Pierluigi Versari.

Ecco quali sono le posizioni dei candidati presenti all’iniziativa di Confindustria.

Roberto Maestrini (PensiAmo Scarlino) – «Il sindaco di Scarlino dovrà essere parte integrante della cabina di regia voluta dalla Camera di Commercio. Per noi sarà importante, dal punto di vista economico, rivitalizzare le piccole attività commerciali del centro storico di Scarlino per favorire il rilancio dei piccoli borghi del nostro Comune.

Marcello Stella (Insieme per Scarlino) – «La scommessa per il futuro sono tutte quelle iniziative che dovremmo prendere insieme, istituzioni e imprenditori, e per questo vedo di buon occhio la costituzione della cabina di regia. Credo che in futuro ci vorrà più attenzione all’economia del mare, mentre per quanto riguarda le infrastrutture non dimentichiamo di lavorare per avere collegamenti ferroviari efficienti. L’impegno della mia amministrazione riguarderà lo snellimento della burocrazia e più attenzione alla tassazione locale per le imprese. Devo dire che per me c’è piena condivisione rispetto al documento che avete presentato».

Andrea Benini (coalizione centrosinistra) – «Le vostre proposte sono importanti sia nel merito sia perché sono il frutto di un lavoro collettivo tanto che sono diventate patrimonio comune di tutte le associazioni di categoria delle imprese e dei sindacati. In futuro si deve puntare sull’innovazione e su questo continueremo a lavorare: Follonica è stata riconosciuta come polo delle conoscenze sull’innovazione dalla Regione e questo è molto importante perché abbiamo potuto stringere accordi importanti con il mondo universitario e in particolare con la Scuola Normale di Pisa. Quello che noi vorremmo fare come amministrazione è di far coesistere nella nostra città lo sviluppo del turismo e dell’industria che in questo territorio ha delle eccellenze importanti e per anni ha rappresentato reddito buono per tanti follonichesi».

Emilio Bonifazi (Bonifazi per Scarlino) – «Della Tirrenica ne parliamo dagli anni ’60. Il corridoio tirrenica deve diventare una strada in sicurezza a quattro corsie e senza attraversamenti a raso. Su questo dobbiamo lavorare tutti uniti. Penso anche ad una viabilità che dalla Tirrenica arrivi al Porto del Puntone e a quello di Piombino. Se vogliamo sviluppare queste realtà dobbiamo avere una rete viaria adeguata. Se i Comuni lavoreranno insieme, anche al mondo dell’economia, sarà più facile ottenere risultati. Da questo punto di vista anche gli imprenditori dovranno fare la loro parte e rinunciare per esempio a progetti simili agli inceneritori. Quegli impianti oggi in questo territorio non ci devono più essere».

Alessandro Berardi (Casapound) – «Sulla mancanza di infrastrutture, a livello comunale possiamo fare ben poco se non chiedere tutti insieme il completamento della Tirrenica e della Due Mari. Dobbiamo sviluppare la formazione puntando sulla green economy e l’innovazione. Dovremo avere una industria che non disturba il turismo e l’ambiente».

Aldo Iavarone (responsabile politico Follonica nel Cuore) – «In un territorio come questo mancano le infrastrutture, ma abbiamo anche una terra in gran parte incontaminata che può essere un valore aggiunto. Per noi bisogna puntare sul turismo».

Francesco De Luca (In Movimento per Follonica) – «Intanto iniziamo a sistemare la zona industriale. Noi abbiamo puntato molto sullo sviluppo dei posti di lavoro. Negli ultimi anni è mancata una programmazione seria di sviluppo economico della città. Per creare una strategia di sviluppo dobbiamo però puntare ad elaborare un piano operativo intercomunale. Follonica e Scarlino in questo dovranno lavorare insieme per darsi una strategia di sviluppo comune, anche insieme alle associazioni di categoria».

Massimo Di Giacinto (coalizione di centrodestra) – «La piattaforma elaborata dalle associazioni di categoria è veramente un grande lavoro che condivido quasi nella sua totalità. L’area del Casone continua a rappresentare una fonte di lavoro e reddito molto importante. Per quanto riguarda la zona industriale di Follonica, questa ha bisogno di interventi. Dobbiamo ridare decoro a attenzione. Pensiamo però che l’industria più importante di Follonica sia il mare e quindi il turismo. Per le infrastrutture la priorità è mettere in sicurezza la Tirrenica, ma in futuro penso anche alla realizzazione dell’autostrada».

Francesca Travison (Scarlino può) – «Noi pensiamo ad un altro tipi di economia industriale in questo territorio. Sto parlando della green econmoiny e progetti di economia circolare superando così il modello legato allo smaltimento dei rifiuti e ponendo al centro il riciclo e il riuso. Pensiamo anche che ci sia da fare tanto sul turismo, perché qui manca un po’ tutto e c’è ancora da fare molto».

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