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Irpef, Bellumori: «Addizionale comunale istituita dal commissario per tenere i conti in ordine»

CAPALBIO – «Essendo argomento di campagna elettorale di questi giorni, ritengo doveroso, in qualità di sindaco, fare un chiarimento ai candidati a sindaco e alla carica di consigliere della lista “Capalbio Nostra”che in forma pervicace, rancorosa quasi violenta, viziati fors’anche da una buona dose di impreparazione accusano l’amministrazione in carica circa l’adozione dell’addizionale comunale Irpef e del relativo regolamento» a parlare è il sindaco uscente Luigi Bellumori, candidato nella lista Vivere Capalbio che sostiene Marco Donati sindaco.

«Niente di più fuorviante – chiarisce Bellumori – a valore divulgativo e di generale informazione è opportuno e utile che si abbia conoscenza che con verbale di deliberazione numero 19 del 16 maggio 2014 del Commissario Prefettizio assunto con i poteri del Consiglio Comunale, Erminia Ocello, istituiva l’addizionale comunale Irpef e ne adottava il relativo regolamento attuativo. Le motivazioni di tale provvedimento, come rilevabili dall’atto, consideravano “l’andamento incerto di realizzazione di alcune entrate previste nel bilancio di previsione destinate al finanziamento delle spese corrente e la contestuale riduzione dei trasferimenti statali per effetto delle diverse manovre finanziarie intervenute, rendono necessaria una manovra finanziaria quale quella riportata nel presente provvedimento volta a consolidare le entrate correnti dell’ente” continuando poi “ai fini del perseguimento degli equilibri di bilancio e di finanza pubblica oltre che garantire adeguati livelli di servizi alla collettività amministrata occorre provvedere al reperimento delle risorse attraverso la fiscalità collettiva”».

«L’addizionale Irpef – conclude il primo cittadino – ha garantito dunque gli equilibri per l’anno 2014 il cui bilancio di previsione fu adottato dal Commissario Prefettizio medesimo e negli anni successivi. Libertà di candidati a Sindaco e consigliere di fare le proposte piu’ opportuno e/o disparate sulla politica futura tributaria, ma di basarle sulla verità degli atti. Tanto si doveva ai fini di chiarezza e di giusta informazione ai Cittadini».

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