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Aumento tari, Benini: «Abbiamo detto no all’inceneritore e puntato sulla differenziata»

FOLLONICA – «Capisco che l’argomento della Tari sia facile per fare propaganda in campagna elettorale ma voglio fare un po’ di chiarezza e parlare di proposte concrete».

Ad intervenire sul recente aumento dell’imposta sui rifiuti (pari a 500mila euro su un costo complessivo di 6 milioni e 500mila euro, che corrisponde a un aumento di circa 2-3 euro al mese per famiglia nel 2019, ovvero il sette per cento del totale) è il sindaco uscente Andrea Benini in conferenza stampa questa mattina in cui intende chiarire, in veste di candidato, alcuni punti fondamentali che riguardano la Tari.

«Innanzitutto – dice – mettiamo una pietra tombale sull’inceneritore, ormai lo dovrebbero avere capito tutti, anche la Regione Toscana. Se volevamo far risparmiare i cittadini allora buttavamo tutto nell’inceneritore e si risparmiava. Siccome insieme ai cittadini abbiamo espresso una chiara contrarietà non solo ad un impianto in particolare ma a un sistema, quello dell’incenerimento, facendo una scelta etica di comportamento e investendo su un altro modello che rappresenta l’unica possibile soluzione per il futuro: quella della raccolta differenziata».

Benini spiega che l’amministrazione comunale in questi anni ha spinto fortemente sulla raccolta differenziata, un sistema costoso nei primi anni di applicazione, soprattutto a causa di un investimento iniziale, ma che a lungo termine dovrebbe portare sia il risparmio per le tasche dei cittadini sia essere vincente da un punto di vista ambientale. La legge è molto chiara; la differenziata deve arrivare al 65%, altrimenti l’ente è tenuta a pagare la cosiddetta “Ecotassa”, una specie di sanzione per ogni quintale di rifiuto non differenziato. La città di Follonica è passata dal 42% nel 2014 al 59% nel 2019. Un dato che fa ben sperare che nel 2020 si raggiunga la soglia del 65% e questo sarebbe l’obiettivo di Benini anche se per quest’anno i cittadini dovranno fare ancora un sacrificio.

«Si tratta, infatti, di uno sforzo in più di cui i follonichesi dovranno farsi carico solo per il 2019 perché aumentando, come abbiamo fatto, la raccolta differenziata ad esempio nei quartieri Senzuno e Cassarello ed ammortizzando i costi per l’avviamento del nuovo sistema, già nel 2020 le bollette scenderanno di nuovo per abbassarsi ancora di più nel 2021 e continuare così di pari passo con la diminuzione dei costi e l’aumento della percentuale della differenziata» – assicura Benini.

«Eppure è vero – aggiunge Mirjam Giorgieri – quanto da tempo diciamo e quanto molti avversari strumentalizzano: la Tari, nell’anno in corso, aumenterà del 7% per una serie di fattori. A partire dagli investimenti sostenuti per riorganizzare il servizio di raccolta differenziata, con l’installazione di cassonetti intelligenti e l’avvio del porta a porta, ma soprattutto è per il fatto che dal 2019 ogni Comune pagherà non più un costo storico, ma la totalità del suo servizio. Se il principio di pagare “ciascuno il suo” può essere condivisibile, meno lo è aver accelerato i tempi per arrivare a questo producendo contraccolpi significativi per molti comuni fra cui Follonica».

«Se la Tari per molti Comuni piccoli e medi aumenta – dice il sindaco Andrea Benini – si deve ringraziare il centrodestra, che ha presentato l’emendamento che ha accelerato il processo e che adesso invece fa di questo tema uno dei maggiori argomenti di critica. Inoltre, nel 2019, sono stati reintrodotti in bolletta i servizi opzionali, soprattutto quelli legati alla pulizia della spiaggia, che nell’anno precedente non erano computati».

Chiarita la questione sull’aumento del 2019 Benini passa alle proposte della coalizione che lo sostiene «Con il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata, obiettivo che ci poniamo già per il prossimo anno, si risparmieranno i 70mila euro dell’attuale Ecotassa – spiega -. Inoltre – aggiunge Giorgieri – con il 59% di raccolta differenziata attuale gli introiti dovuti alla vendita delle frazioni differenziate ai consorzi di filiera saranno intorno a 500mila euro, contro gli attuali 378mila. Si ridurranno quindi anche i costi del servizio con il passaggio dalla raccolta porta a porta di vetro e pannolini alla raccolta tramite campane e bidoncini, con un risparmio di 200mila euro circa, per un risparmio totale di quasi 400mila euro l’anno per i cittadini».

«Abbiamo anche intenzione – conclude Benini – di introdurre un sistema premiante di tre punti per le start up e attività nascenti, che potranno godere di un abbattimento della Tari fino al 90% nei primi tre anni dall’istituzione, all’aumento dell’abbattimento per le utenze non domestiche, come pizzerie, ristoranti e bar, da 45 a 55%. Un occhio di riguardo anche per le famiglie in difficoltà e le fasce deboli che potranno usufruire di riduzioni dal 25 al 30 per cento».

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