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Orbetello

Polizia municipale, l’appello: «Va riorganizzata, serve il vigile di quartiere. Ecco la nostra proposta»

Polizia Municipale

ORBETELLO – Il Raggruppamento Politico Autonomo della Costa d’Argento torna a scrivere al sindaco Andrea Casamenti, presentando, questa volta, una dettagliata proposta di riorganizzazione del corpo di polizia municipale che mira a una presenza capillare di personale in divisa nelle frazioni del territorio del Comune di Orbetello.

A parlare per conto di Rpa è Luciano Mattarelli, il coordinatore della sezione Costa d’Argento, ex agente della municipale lagunare che ha ricoperto ruoli di comando del corpo in altri Comuni italiani.
«La Polizia Locale (o Municipale), oltre che essere impegnata in attività di polizia giudiziaria, pubblica Sicurezza, polizia Stradale, al pari delle forze dell’Ordine dello Stato – spiega Mattarelli – ha come particolare e specifica funzione istituzionale quello della polizia di prossimità ovvero di quartiere che dir si voglia. La legge, nel delineare l’organizzazione dei Corpi, stabilisce proprio che detta organizzazione deve essere improntata al decentramento. Rpa, a suo tempo, ha presentato una proposta per ottenere un decentramento ottimale sul territorio: ritenendo suddivisibile il territorio in tre zone principali in via ordinaria ( Orbetello Centro ; Neghelli – Scalo ; Albinia – Fonteblanda – Talamone), impiegando un agente la mattina e uno il pomeriggio in ogni zona, con (solo) 6 Agenti si avrebbe la copertura completa di tutte le zone. Ferma restando poi il servizio di una pattuglia la mattina ed una il pomeriggio si arriverebbe a 10 unità per una copertura soddisfacente del
servizio di presenza esterna. Visto che il Corpo conta durante l’anno sempre un organico di oltre 20 unità, con punte di 25».

«Ovviamente – prosegue il coordinatore – il servizio di agente di quartiere non può essere svolto efficacemente con un soggetto che con autovettura a bordo strada, “piantona” staticamente Via donatori del Sangue nella zona del crocevia con via Don Minzoni, ovvero transita nel centro storico a bordo di autovettura. Il servizio di polizia di quartiere presuppone una presenza con ciclomotore ovvero piccolo motociclo, che il comando ha in dotazione, una presenza dinamica, che scorre il quartiere, che segnala disservizi, che interviene a risolvere situazioni contingenti, che effettua il servizio scuole, insomma un “occhio vigile” nel quartiere, utilissimo anche per la tutela dell’ordine pubblico nel segnalare e controllare anche elementi sospetti che dovessero aggirarsi nel quartiere, attivando all’occorrenza i necessari rinforzi. Detto servizio, nel centro storico dovrebbe essere fatto prevalentemente a piedi, visto che la stragrande maggioranza dei tracciati è composto da isole pedonali o Ztl.
Le pattuglie di pronto intervento come sopra indicate, fungerebbero poi da supporto in caso di necessità, svolgendo ordinariamente i compiti di polizia stradale, rilevamento sinistri stradali, pronto intervento, collegamento delle varie zone».

«Resterebbero quindi dieci unita’ e oltre – secondo Mattarelli – ad occuparsi delle altre incombenze legis come la polizia giudiziaria, la polizia amministrativa, il piantone, la centrale operativa, l’ufficio verbali e la segreteria, che risulterebbero, se non pletorici, sicuramente largamente sufficienti. Inoltre, per quanto a nostra conoscenza, questa amministrazione ha ulteriormente ridotto la dignità amministrativa del Corpo P.M., “declassandolo” da Servizio Autonomo Ad Unità Operativa, mantenendo pero’ in carico al Corpo stesso tutta una serie di servizio “exrta” che invece dovevano essere traslati presso altri Uffici. In pratica si è ridotto la capienza della bottiglia da due litri ad un litro, ma si insite a voler introdurre due litri. Se cio’ corrisponde a verità, sarebbe il caso di provvedere, in modo da diminuire ulteriormente la necessità di tenere personale Agenti impegnati in pratiche d’ufficio e destinarli ai servizi esterni. Nel programma elettorale dell’attuale amministrazione, quanto sopra detto era stato ben illustrato e previsto, compresa l’apertura di una sede fisica (distaccamento) ad Albinia che a nostro avviso sarebbe molto efficace».

«Inoltre – spiega ancora il coordinatore – ciò che a nostro avviso potrebbe nuocere alla funzionalità del corpo è (oltre che essere contra legem) la carenza cronica di figure di addetti al coordinamento e controllo, riscontrando nel Corpo la presenza di un Capitano e tutto il resto soldati. Il fatto che alcuni soggetti siano stati incaricati verbalmente a svolgere funzioni gerarchiche o di coordinamento non rileva e non porta efficacia all’azione operativa, in quanto dette figure, attraverso le modalità legis previste, devono avere una investitura certa e status quo legis certo, di addetti al coordinamento e controllo. Sicuramente i Tecnici di cui si avvale questa Amministrazione hanno la valenza e le capacità tecniche per migliorare la situazione. Si richiede quindi di voler dare il necessario input politico. L’importante è che la popolazione torni a percepire la presenza di personale in uniforme, della polizia Municipale, nei vari territori del Comune, in modo continuo e sistematico, perché questa è la carenza che ci viene segnalata. Se questa segnalazione fosse frutto solo di percezione, ma non di reale situazione, si richiede allora di far in modo che questa percezione di mancata presenza venga fatta superare alla popolazione».

«Ovviamente noi di Rpa non intendiamo dare “lezioni” a nessuno – conclude Mattarelli – e sicuramente l’amministrazione comunale ha a disposizione, come detto, tecnici che molto più di noi, sono in grado di porre rimedio ai problemi segnalati. Noi per spirito di collaborazione ci facciamo solamente portavoce dei cittadini che ci interpellano e ci chiedono questi interventi».

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