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«Lega e Fdi con Massa Comune: il civismo è morto». L’affondo dei Repubblicani

GROSSETO –  “Il civismo massetano è clinicamente e politicamente morto. A darne il triste annuncio è stato il sostegno ricevuto dalla ex lista civica Massa Comune da parte del provinciale di Fratelli D’Italia, ultimo in ordine cronologico dopo quello della Lega Nord. Con l’ingresso della politica a gamba testa nel movimentismo cittadino si certifica infatti la conclusione dell’esperienza civica massetana, consacrando definitivamente l’ingresso della politica all’interno del consiglio comunale massetano”. Così si legge nella nota di Barbara Fiorini, Alessandro Giuliani e Luca Santini per i “Repubblicani per la centralità massetana”.

“A cantare il requiem di questa morte annunciata oramai da diverso tempo, è stato lo stesso candidato Fiorenzo Borelli, che tra l’imbarazzato e l’irritato, si è trovato a dover reagire, con toni stizziti, a tutti coloro che (giornalisti e simpatizzanti compresi), sorpresi da questa inaspettata svolta, chiedevano legittimamente spiegazioni. Come avversari, sempre leali e corretti, a noi “Repubblicani per la centralità massetana” dispiace constatare la conclusione di un ciclo e di un’idea che, se sviluppata diversamente e secondo un’impronta votata al reale recupero dei rapporti con il cittadino elettore, avrebbe contribuito ad arricchire l’offerta politica della nostra comunità. Non solo. La conclusione di questo ciclo non poteva avvenire in modo peggiore, ovvero foraggiando quelle forze politiche che non solo fanno fatica a riconoscersi nel percorso democratico di questo paese, ma che sono incompatibili con la storia civica della nostra città, fulgido esempio di contrasto al fascismo antico e contemporaneo, oltre che di forte coesione e inclusione sociale”.

“Per questo il nostro ruolo in consiglio comunale sarà non solo quello di portare avanti le istanze programmatiche ambiziose, e per certi versi rivoluzionarie, sulle quali abbiamo costruito il nostro percorso elettorale, ma soprattutto quello di contrastare, con qualunque mezzo istituzionalmente consentito, la revanche di qualunque forma di autoritarismo ammantato di legittimità democratica.  La costruzione di un’identità politica, la nostra, che affonda le sue radici nelle idee e nelle azioni dei grandi personaggi del risorgimento e del secondo dopoguerra, passa d’altra parte dal coraggio di fare, in qualunque momento o epoca, scelte coraggiose, sia nel bene che nel male, senza mai perdere la fisionomia originaria che ci contraddistingue e che ancora oggi, dopo decenni, ci rende riconoscibili agli occhi delle persone. Cambiare pelle a seconda del momento, sperando che questo non intacchi la credibilità costruita nel corso degli anni, non solo è una mossa ingenua ma può risultare addirittura letale. Questo è quello che è accaduto, in sostanza, a Massa Comune. Peccato che la sua dirigenza non l’abbia capito, o l’abbia capito solo quando oramai era troppo tardi”.

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