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Pescatori contro Berardi: «Siamo noi i primi difensori del mare. Dal candidato intervento scorretto»

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FOLLONICA – «Leggiamo con forte preoccupazione le parole del candidato a sindaco di Follonica Alessandro Berardi di Casa Pound, riportate nell’articolo de Il Giunco.net del 18 Aprile scorso con il titolo: “Stop alla pesca di frodo, la guardia costiera ha bisogno di aiuto”» a dirlo l’associazione Pescatori Professionisti Noi del Golfo di Follonica in una nota.

«Riteniamo – proseguono la nota –  l’intervento palesemente scorretto e inopportuno poiché contiene informazioni false e, come già avvenuto in passato, alimenta pregiudizi nei confronti del ceto peschereccio, insinua contrasti con l’Autorità Marittima e ne dichiara a tutti gli effetti una scarsa operatività dovuta a una presunta mancanza di mezzi. Lasciamo alla nostra Capitaneria il compito di difendere la correttezza e l’efficacia del proprio operato, noi pescatori ci limitiamo ad apprezzarla e a sostenerla nel proprio oneroso compito. Vogliamo invece intervenire e chiarire gli aspetti che toccano il nostro lavoro ed il nostro rispetto per l’ambiente e per la fauna alieutica. Siamo noi, pescatori del Golfo, i primi difensori dell’ambiente marino e del suo territorio, siamo noi che perseguiamo da anni le politiche di sostenibilità che l’Europa ci raccomanda e cerchiamo di coglierne le opportunità».

«Sempre noi  – dice ancora l’associazione – abbiamo contribuito attivamente, insieme al Mipaaft, alla Regione Toscana, ad Arpat- Agenzia Regionale per la protezione ambientale della Toscana, ai ricercatori universitari dell’Università di Genova e del Crea-Consiglio per la ricerca in agricoltura e analisi dell’economia agraria di Firenze, alle Associazioni di categoria ed alla Capitaneria agli studi che hanno convinto anche la scrupolosa Comunità Europea e il Comitato Tecnico Scientifico della Ce della sostenibilità della pesca al Rossetto. Di fatti è stata possibile la redazione ed il successivo riconoscimento di un Piano di gestione per la pesca del Rossetto, indicato come modello, caso più unico che raro, in tutti gli Stati dell’Unione che abbiano a che fare con la pesca».

«Sempre noi, pescatori professionisti del Golfo – sottolinea l’associazione – abbiamo aderito convintamente al partenariato del Flag Golfo degli Estruschi, che comprende i comuni di di Scarlino, Follonica, Piombino e Isola di Capraia, oltre alla Coldiretti e a tutte le maggiori realtà produttive dell’acquacoltura presenti sul nostro territorio. Un Gruppo che pone al centro della propria strategia di sviluppo il monitoraggio ed il controllo delle attività in mare e la definizione di un disciplinare per la pesca e l’acquacoltura; che mira all’eccellenza, alla tracciabilità ed a politiche produttive sostenibili sia a livello ambientale, che a livello occupazionale. Vogliamo anche ricordare che recenti nuovi ingressi nel partenariato del Flag sono il Parco dell’Arcipelago Toscano, il Cibm-Centro Interuniversitario di Biologia Marina di Livorno ed il Wwf Italia».

«Egregio signor Berardi – conclude la nota  – l’impoverimento del Golfo di Follonica, ma anche di tutta la costa italiana è un problema che esiste, ma è vergognoso prendersela con i pescatori, ai quali lei attribuisce ”la deliberata distruzione dei luoghi di riproduzione della mangianza di tutte le specie” e addirittura li descrive come impegnati in una sorta di assalto teso alla conquista del territorio e accompagnato da uno sventolio spavaldo e provocatorio di “reti a sciabica per la pesca a strascico“  e “senza che questo comportamento provochi nell’autorità preposta il benché minimo segnale di allarme o l’intenzione di intervenire“ . La causa dell’impoverimento dei mari è da attribuire casomai all’eccessivo carico antropico, al riscaldamento del pianeta, all’inquinamento del mare, all’inquinamento del terreno che si riversa in mare. Caro signor Berardi, solo una persona, molto più importante di tutti noi, riusciva ad occuparsi di pani e di pesci contemporaneamente. Accetti un consiglio, continui ad occuparsi di pane, ai pesci pensiamo noi».

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