Infortuni sul lavoro: «In Maremma oltre 2500 denunce». Agricoltori e muratori sono più a rischio

GROSSETO – «Dati Inail riferiscono che in Toscana nel 2017 ammontavano a 49.083 le denunce di infortunio sul lavoro, mentre nel 2018 sono state 48.955, pari a un decremento di -0,26 %. Nella provincia di Grosseto, dove gli infortuni più frequenti si rilevano nei settori agricolo ed edile, nello scorso anno c’è stata una diminuzione più consistente rispetto alle altre province toscane, pari a – 4, 42%, infatti le denunce di infortunio sono state 2.550 contro le 2.668 del 2017» a farlo sapere la Asl in occasione della giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro che si celebrerà domani.

«Si terrà domani, domenica 28 aprile – chiarisce la nota – la Giornata per la salute e la sicurezza sul lavoro, istituita nel 2003 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO/BIT). La manifestazione, di respiro mondiale, ha lo scopo di focalizzare l’attenzione sull’adozione di misure di sicurezza a tutela dei lavoratori e sull’importanza della prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro e delle malattie professionali. Anche l’Asl Toscana sud est rappresenta uno degli attori che interviene direttamente affinchè la sicurezza sul lavoro sia garantita e agisce attraverso i professionisti dell’Area Funzionale Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei luoghi di lavoro (PISLL), afferente al Dipartimento di Prevenzione, diretto dal dottor Maurizio Spagnesi. Il Pisll svolge azioni preventive di controllo e vigilanza direttamente dove si svolgono le attività lavorative e offre anche assistenza alle imprese e ai lavoratori (dipendenti e autonomi), organizzando eventi informativi, formativi e di aggiornamento, interfacciandosi con associazioni di categoria, ordini e collegi professionali, rappresentanti dei lavoratori e comitati paritetici».

«Domani sarà l’occasione per ribadire l’importanza della prevenzione e di un’adeguata e completa informazione sui rischi possibili. Più si parla di sicurezza e meno si parla di infortuni, per questo è fondamentale diffondere e promuovere una cultura della sicurezza e della salute sul lavoro – commenta l’ingegnere Domenico Viggiano, direttore Area Funzionale Pisll Asl Toscana sud est – Anche se abbiamo assistito a una lieve diminuzione degli infortuni sul lavoro nel 2018 rispetto al 2017, la formazione in materia di sicurezza gioca sicuramente un ruolo determinante, per esempio nel miglioramento della percezione del rischio, si è visto infatti che lavoratori che ricevono adeguata formazione percepiscono più correttamente la pericolosità di alcuni rischi rispetto a quelli che non hanno frequentato corsi».

«L’attività formativa che svolgiamo è dedicata in parte anche agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori, in particolare istituti tecnici. Nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro prevista durante gli anni scolastici delle superiori, organizziamo degli incontri con gli studenti per presentare in linea generale le nozioni base legate alla sicurezza nell’ambiente lavorativo, con lo scopo di favorire un primo approccio alla cultura della prevenzione, sfruttando anche il vantaggio che alcuni concetti vengono assimilati più facilmente se appresi da giovani, diventando poi da grandi un abitudine acquisita» – aggiunge Viggiano.

«Il Pisll – conclude la Asl – collabora con la centrale 118 Siena-Grosseto: in caso di incidente sul lavoro, gli operatori del 118 allertano i tecnici delle prevenzione che si recano sul posto per capire la dinamica dell’evento, controllare la regolarità delle misure di sicurezza e accertare eventuali responsabilità. Oltre agli infortuni sul lavoro, i professionisti del Pisll si occupano anche di malattie professionali, cioè patologie causate da un danno prolungato nel tempo durante lo svolgimento della propria mansione. In particolare, svolgono attività di emersione di tali malattie attraverso progetti di ricerca attiva che raccolgono informazioni relative a diversi aspetti dell’attività professionale sulle quali tratteggiano la tipologia di lavoratori maggiormente sottoposti a questo rischio; è il caso di chi rimuove l’amianto nel settore edile o di chi si espone per molto tempo ai raggi solari e ai fitofarmaci, nel campo dell’agricoltura».

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