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Stella: «Basta strumentalizzare il Piano operativo del Comune. Nella piana del Casone non ci sarà nessun inceneritore»

Il 13 maggio, Stella sarà a Firenze, in Conferenza di servizi, per ribadire il no all'impianto

SCARLINO – “Ho già espresso la mia contrarietà all’inceneritore in tutte le sedi opportune. È ora di chiudere una volta per tutte queste polemiche sterili che hanno come unico obiettivo fare disinformazione e creare allarmismo. Ciascuno pensi al territorio di propria competenza e lasci che gli iter degli atti di pianificazione facciano il loro corso”.

Il sindaco di Scarlino e candidato della lista “Scarlino Insieme”, Marcello Stella, chiude le polemiche sull’area industriale del Casone e sul cogeneratore, ribadendo la propria contrarietà all’impianto. E lo fa supportato da quella che in termini tecnici si chiama “interpretazione autentica” della norma che lui stesso ha richiesto al tecnico estensore del Piano operativo, l’architetto Graziano Massetani, depositata agli uffici competenti.

Come si legge nel documento, “Il Piano operativo adottato dal Consiglio Comunale il 20 febbraio 2019 non prevede assolutamente nuovi inceneritori e non fa altro che dare attuazione alle strategie del Piano Strutturale, che individua nell’area del Casone la ‘Cittadella del lavoro’, come previsto dal Piano di Coordinamento territoriale provinciale, definendo per il completamento della stessa obiettivi di ecosostenibilità e attività ambientalmente compatibili e sostenibili”.
Inoltre, negli strumenti di pianificazione adottati dal Comune, verrà aggiunto “il divieto assoluto a nuovi inceneritori esteso a tutto il territorio comunale”.
E riferendosi ai quesiti sulle destinazioni d’uso avanzati dal comitato “Sos Scarlino”, l’interpretazione autentica precisa che sono specificazioni indicative delle attività complementari della funzione principale “industriale e artigianale” e intendono favorire  attività produttive che rientrano nella filiera della cosiddetta “economia circolare”, condivisa anche dallo stesso comitato.
Per quanto riguarda le nuove volumetrie, il Piano fa riferimento ai parametri previsti dai regolamenti regionali, che riprendono “quelli degli strumenti urbanistici vigenti – si legge sul documento – in base ai quali sono stati realizzati i manufatti esistenti, compresa l’altezza massima, rispetto alla quale la deroga non è per realizzare ciminiere (sic!), ma per esigenze di carattere produttivo (carri-ponte, macchinari, impianti, ecc)”.
A confermare l’attenzione all’ambiente che sta alla base del Piano operativo, è il riferimento alle bonifiche in corso: rispetto alle quali lo strumento urbanistico, definisce le DPA (distanze di prima approssimazione) per l’area del Casone, “parti del territorio urbanizzato a prevalente carattere produttivo soggette a interventi di bonifica ambientale”, dove è inibito qualunque tipo di attività ad esclusione della bonifica. “Le uniche attività consentite attualmente sono gli impianti fotovoltaici distaccati da terra. Una volta terminata la bonifica, le aree possono essere utilizzate a scopo produttivo a basso impatto ambientale, per quanto riguarda le aree soggette a bonifica all’interno del territorio urbanizzato; mentre le aree esterne rimarranno nel territorio rurale e non potranno ospitare nessuna attività tranne quelle agricole”, conclude l’interpretazione autentica.

“Ribadisco – chiude Stella – la mia totale disponibilità ad approfondire le tematiche relative al Piano operativo, insieme ai tecnici competenti, con chiunque senta la necessità di avere chiarimenti. Così come avrebbe dovuto fare anche il Comune di Follonica, cui avevo dato la mia piena disponibilità a un incontro.  Il 13 maggio prossimo, sarò a Firenze, in Conferenza di servizi, per ribadire la netta contrarietà al cogeneratore.
Se continueranno a essere diffuse informazioni distorte e non corrispondenti al vero, il Comune si tutelerà in tutte le sedi opportune”, conclude il sindaco uscente.

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