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Respinta la mozione dell’opposizione di adesione alla rete contro le mafie “Avviso pubblico”

GROSSETO – La maggioranza del consiglio comunale, nella seduta dello scorso 15 aprile, «ha respinto la mozione presentata dal consigliere Carlo De Martis con la quale si proponeva che il comune di Grosseto aderisse ad ‘Avviso Pubblico’, una rete di enti locali e regioni – oggi sono oltre 400 in tutta Italia – che si occupa di formazione di cittadini, amministratori locali e personale della pubblica amministrazione in materia di corruzione e antimafia» lo sottolineano i consiglieri dei gruppi Lista Mascagni sindaco, Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Passione per Grosseto.

«Un’occasione buttata al vento nel peggiore dei modi, che ha visto l’assessore al bilancio dettare la linea con motivazioni di una superficialità imbarazzante: “E allora Telethon? Non possiamo finanziare tutto”, è stato ‘argomentato’. Ben venga un sostegno ad enti benefici, ma qui si parlava d’altro. Non si parlava di elargire qualche denaro, ma si parlava di rendere il nostro comune parte attiva di una rete capace di interagire, elaborando e condividendo strumenti di conoscenza, in un ambito tanto delicato e complesso, quanto pericoloso, quale è quello delle infiltrazioni mafiose. Per i problemi di bilancio, poi, all’assessore era stata pure fornita la soluzione. La cifra necessaria per l’adesione – che a sentire l’assessore pareva mettere a repentaglio la stabilità finanziaria del comune (ben 900 euro per il 2019!) – come consiglieri di opposizione ci eravamo pure offerti di coprirla destinandovi gli importi dei gettoni di presenza. Nell’imbarazzante silenzio dei consiglieri di maggioranza, pure questa proposta è stata respinta».

«Non sarà un caso che l’assessore al bilancio sia espressione della Lega, così come il fatto che è dal gruppo della Lega che si sono levate le voci più critiche contro questa mozione. In fondo la Lega porta con sé la responsabilità politica della penetrazione della mafia nel nord Italia. Ricordiamo ancora, appena qualche anno fa, un ministro dell’interni leghista affannarsi nel negare l’esistenza della mafia nel nord, deridendo e accusando chi rappresentava l’urgenza di politiche preventive. Sappiamo poi come sono andate le cose. Il nostro territorio, e più generale la Toscana non è terra di mafie. Però è terra dove le mafie hanno importanti presenze e sviluppano forti interessi, a discapito innanzitutto dell’imprenditoria locale. Anche il nostro comune purtroppo non è immune da fenomeni o comunque rischi di infiltrazione mafiosa. E’ sufficiente scorrere la cronaca recente per farsene un’idea. Dal sequestro di una società a Marina nell’ambito dell’operazione contro il clan Casamonica e la ‘ndrangheta, ai rischi di infiltrazione mafiosa emersi nell’appalto per l’illuminazione delle Mura, fugati solo dopo otto mesi dall’aggiudicazione, alla revoca dell’appalto per il primo stralcio della ciclabile per problemi anche con la certificazione antimafia, senza dimenticare le inchieste della CGIL che hanno svelato un quadro inquietante sul caporalato. L’adesione del comune di Grosseto ad ‘Avviso Pubblico’ – che aveva ricevuto l’autorevole sostegno anche di Libera – avrebbe rappresentato un segnale importante da un punto di vista simbolico, ma avrebbe anche consentito all’amministrazione comunale di avvalersi di contributi di ordine tecnico, formativo e divulgativo di primario livello. La sottovalutazione del problema è il regalo più grande che la politica possa fare alle mafie, e certo quanto compiuto dalla giunta e dalla maggioranza in consiglio comunale non è stato un bel segnale» concludono i consiglieri.

 

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