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Protesta del call center, chiuso lo stato di agitazione

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GROSSETO – La Fisascat Cisl Grosseto e la Filcams Cgil Grosseto annunciano la chiusura stato di agitazione dei lavoratori del call center del Cup di Arcidosso, in appalto dalla Usl Toscana sud est.

A giustificare la protesta, scoppiata nei mesi scorsi, il ritardo nei pagamenti degli stipendi del personale dipendente della società Sds servizi di Taranto, che si è aggiudicata l’appalto pubblico.

“Spesso – commentano Simone Gobbi di Fisascat Cisl e Massimiliano Gatti di Filcams Cgil – i cittadini si lamentano del servizio Cup dell’azienda sanitaria: non sanno però che i lavoratori dipendenti sono in sofferenza per i continui ritardi nel pagamento dello stipendio”. Ad oggi, infatti, spiegano Fisascat e Filcams non è ancora stata pagata la mensilità di febbraio “… con evidenti ripercussioni sulla situazione economica e sulla vita personale dei lavoratori”.

Prima di arrivare allo stato di agitazione sono stati molti i solleciti inviati dai sindacati alla società: nel luglio 2018 e a gennaio e marzo di quest’anno: “Ma non abbiamo mai avuto riscontri dall’impresa fino a ieri, quando ci siamo incontrati con la società nella sede della Prefettura per chiedere l’attivazione formale della procedura di raffreddamento e conciliazione delle controversie”. Nell’incontro di martedì, quindi, i rappresentati dei sindacati hanno ricordato alla proprietà che il contratto collettivo nazionale per il personale dipendente da imprese che erogano servizi di pulizia e servizi integrati, il “Fise”, esplicita in modo molto chiaro i tempi per la retribuzione e le loro richieste sembrano essere state accettate dall’azienda.

“Abbiamo deciso di interrompere lo stato di agitazione – spiegano Gobbi e Gatti – perché l’azienda ha preso alcuni impegni, tra cui quello di pagare gli stipendi entro il 10 del mese successivo”. Fisascat e Filcams si augurano, quindi, un miglioramento della situazione “… perché è chiaro – concludono – che quando i lavoratori non sono sereni anche il servizio erogato ne risente e, per un settore delicato e importante come quello delle prenotazioni, ne pagano le conseguenze anche tutti gli altri cittadini. Vigileremo sulla situazione in maniera continua e non esiteremo a procedere con scioperi e mobilitazioni in caso di inadempienze da parte dell’azienda. Le operatrici del call center sono per la maggior parte donne madri di famiglia e part time quindi i ritardi negli stipendi sono intollerabili”.

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