Quantcast

#Amministrative2019 Bonifazi: «Mi candido per ricucire una comunità lacerata». Ecco il programma

SCARLINO – «Candidato per “ricucire” i rapporti in una comunità lacerata da troppo tempo. Quattro le vocazioni produttive: industria, turismo, nautica e agricoltura. Sbaglia chi pensa a un modello di sviluppo monocolturale» queste le parole del candidato del centrosinistra alla guida del Comune di Scarlino, Emilio Bonifazi, che traccia la linea.

«Non ho accettato la candidatura a sindaco di Scarlino per ambizione o per acquisire vantaggi personali – dichiara Bonifazi – spero che gli scarlinesi me ne diano atto. Ma allora per quale motivo? Visto che in fondo Scarlino è un piccolo comune di meno di quattromila abitanti, e ho già avuto il privilegio e la fortuna di fare il sindaco di Follonica e poi di Grosseto, oltre ad altre esperienze amministrative di rilievo? Dal presidente della Provincia a quello dell’Autorità idrica toscana? È tutto molto semplice e trasparente».

«Mi è stato chiesto di dare una mano in una situazione difficile – spiega il candidato – e non me la sono sentita di dire di no per spirito di lealtà nei confronti del centrosinistra e per l’orgoglio di appartenere a questo territorio. Tutto qui. So benissimo che se perderò avrò perso solo io. Se vincerò, avremo vinto tutti. Di questo non sono preoccupato, perché sono stato chiaro con i miei interlocutori ed ho ricevuto in cambio dimostrazioni di lealtà».

«Ora mi butto a capofitto nella campagna elettorale – annuncia Bonifazi – con il mio stile e i contenuti che abbiamo concordato per dare un futuro di prosperità e qualche sicurezza in più alla comunità di Scarlino. L’obiettivo che mi sono dato è quello di “ricucire” i rapporti in una comunità per troppo tempo travagliata da lacerazioni e antagonismi personali. Ma ricucire tali rapporti significa anche prendere atto del fatto che in questo piccolo Comune convivono più vocazioni produttive ben rappresentate da quattro motori economici: il Puntone (turismo), le Bandite (agricoltura), le aree del Casone e della Botte (industria), il Marina di Scarlino (nautica da diporto)».

«Ripartiamo da queste certezze – conclude – e dai problemi di convivenza cui si può dare una soluzione positiva, evitando di pensare che la forza di uno di questi motori di sviluppo dipenda dall’indebolimento di uno degli altri.
Ora si comincia davvero. Grazie a tutti e buona fortuna Scarlino».

Commenti