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La giunta Benini fa crack all’ultima curva. Aloisi lascia. Il sindaco: «Volevano garanzie sulle poltrone»

FOLLONICA – La giunta Benini rompe all’ultima curva. Come in un Gran Premio di Formula uno, la squadra del sindaco perde l’assessore al bilancio al termine del penultimo appuntamento istituzionale importante, il consiglio comunale di ieri sera che vedeva tra i punti in discussione anche l’approvazione della manovra tributaria con la determinazione delle nuove aliquote della Tari, Imu, Tasi e addizionale Irpef.

Subito dopo l’approvazione infatti l’assessore Alberto Aloisi (Psi) ha rassegnato le sue dimissioni. «Ho presentato da poco al Consiglio Comunale l’ultima manovra tributaria del 2019 alla cui conclusione ho rassegnato le dimissioni da assessore. Per quanto mi riguarda ce l’ho messa tutta». Così ieri sera sul suo profilo Facebook Aloisi ha annunciato la sua decisione.

«La “separazione” tra me e la giunta era nelle cose – ci ha detto Aloisi – Da ora inizieranno percorsi politici diversi per me e per il mio partito rispetto al sindaco Benini. Finisce una stagione e se ne apre una nuova. Sulle tariffe che sono aumentate (Tari, ndr) ci tengo a chiarire che sono scelte che dipendono dall’Ato rifiuti e che niente hanno a che vedere con le scelte dell’amministrazione comunale». Aloisi ha anche annunciato che non sarà candidato sindaco, ma che correrà come candidato consigliere comunale nella lista che vede l’alleanza tra Psi, Verdi il sostegno di Francesco De Luca e Francesco Aquino.

Duro Andrea Benini invece sull’atteggiamento del Psi che avrebbe chiesto al sindaco solo garanzie sulle “poltrone” senza interessarsi minimament di progetti e della città. «Ringrazio Alberto per l’impegno di questi anni, lui ha dato un apporto importante nei settori che ha seguito. Io non mi ricordo di battaglie nel merito e divergenze programmatiche che mi sono state poste dal Partito socialista, né piccole questioni né grandi. Mi sono state poste invece questioni di poltrone, garanzie che avrei dovuto dare e che non ho dato. Penso che questo tipo di politica sia finita, oggi è il momento per cui ognuno sta dentro una coalizione perché crede in un progetto senza paracadute: tutti si mettono in gioco e ognuno dà il suo contributo. Dopo si titano le somme. Non ci sarebbe state una scelta a priori contro i socialisti, ma contro gli accordi a prescindere prima, accordi sui posti e non sui contenuti».

Sul caos in giunta è intervenuto anche il candidato del centrodestra Massimo Di Giacinto. «Il disastro è compiuto – ha detto -. Dopo cinque anni inconcludenti, anzi, dannosi per Follonica – in una parola: fallimentari – la giunta di centrosinistra del sindaco uscente Andrea Benini si sfascia a poche settimane dalle elezioni amministrative. Le dimissioni rassegnate dall’assessore al Bilancio, Alberto Aloisi, subito dopo l’approvazione in Consiglio comunale della manovra tributaria 2019 rappresentano il degno epilogo per un esecutivo frenato da divisioni interne e dalla mancanza di una guida forte e sicura, oltre che – in gran parte – dall’assenza di una qualsivoglia strategia di crescita per la nostra città. E i follonichesi non sono certo così sprovveduti da credere che i microcantieri pre-elettorali che ogni giorno spuntano nei quartieri bastino a sopperire a un’inerzia durata anni».

«Ovviamente le dimissioni di Aloisi non rappresentano una sorpresa per nessuno, visto che la forza politica di cui l’ormai ex assessore è espressione, il Partito socialista, nei giorni scorsi ha ufficializzato di voler intraprendere un nuovo percorso, ma sono sintomatiche del pessimo clima che nel tempo il sindaco uscente Benini ha creato all’interno della sua giunta. E se alla rottura con il Partito socialista si aggiungono le tante critiche sferrate all’amministrazione comunale nel corso del mandato da un’altra forza di maggioranza, cioè la lista civica Gente di Follonica, non si può che arrivare alla conclusione che Benini in cinque anni non ha trovato il sostegno neppure di chi ha governato con lui. Premessa che dovrebbe convincere chiunque a non ripresentarsi per altri cinque anni da sindaco. Io propongo ai follonichesi un’amministrazione nuova, forte, compatta e coesa, sostenuta – oltre che dalla mia lista civica – da tutte le forze politiche di centrodestra. Per cambiare Follonica, finalmente».

Sul caso politico sono intervenuti anche Fratelli d’Italia. «Aloisi ha rassegnato le dimissioni da assessore, Aquino e De Luca hanno abbandonato gli scranni della maggioranza per sedersi in quelli dell’opposizione a Benini. E’ ormai scontato che molti siano in fuga da questa amministrazione, reputata non più dal solo centrodestra, fallimentare. Abbiamo assistito in cinque anni di consiliatura ad una maggioranza attendista che faticava a mettere da parte gli attriti personali per il bene della città, i primi scontri si ebbero tra gli assessori Catalani e Baldi. Subito dopo Chirici, De Luca e Aquino iniziarono a remare contro all’operato della maggioranza, alla fine lo stesso Benini sconfessando i suoi colleghi di partito ha deciso di creare tensione abbandonando il Partito Democratico che per anni lo ha tenuto al governo e prima ancora nelle alte cariche della amministrazione, ma si sa sono pochi i coraggiosi che decidono di restare nei partiti quando questi ultimi franano».

«Ma quello che è andato in scena ieri tra urla e parole forti, potrebbe non essere l’epilogo di una storia dalla trama fin troppo scontata. Infatti il nostro avversario Benini, abbandonato il partito che lo aveva portato alla fascia tricolore, sta costruendo una coalizione che sarà ancor più litigiosa di questa all’interno del consiglio comunale. Basti vedere i commenti negativi e le mezze parole dette per l’arrivo di Renzi nel golfo dagli alleati di Rifondazione Comunista, o i veti incrociati sui simboli delle liste, e le candidature dei vertici della maggioranza di cui non si parla sui giornali ma che nel frattempo vengono messi in pubblica piazza dagli stessi componenti della maggioranza. Pare inoltre che alcuni civici abbiano deciso di gettare la maschera e costituire un partito di appoggio al Sindaco uscente, civici tra cui si contano personaggi che per anni hanno danzato tra centrodestra e centrosinistra. Tutto questo ci porta a pensare che l’accozzaglia messa in piedi da Benini nata per prendere più voti possibile, non abbia la solidità per reggere alle beghe interne che già escono ora durante la campagna elettorale. Il clima creatosi ieri sera in consiglio dunque, sarà sì l’epilogo di questa consiliatura ma potrebbe essere anche la trama della prossima, lasciando Follonica in attesa di altri scontri tra la sinistra del golfo. Bene ha fatto dunque Aloisi a tirarsi indietro da questa Armata Brancaleone, dimostrando ancora una volta al partito Socialista ma ancor di più alla cittadinanza, di come sia la persona più coerente e corretta della maggioranza. Il nostro ringraziamento dunque va all’ex assessore che nonostante le beghe interne ha deciso di dimettersi poco prima delle elezioni, portando però a termina prima tutti gli impegni del suo assessorato, dimostrando una lungimiranza che pochi hanno avuto in questa giunta».

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