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Ciaffarafà: «Sosterrò Vichi, scelta poco lineare, ma la accetto. Ero disponibile»

SANTA FIORA – «Paolo Vichi rappresenterà bene la lista Un Comune per Tutti e riuscirà a mandare a casa un gruppo di persone e un partito che governano, male, da cinquant’anni» Riccardo Ciaffarafà commenta così la candidatura di Vichi come candidato sindaco al comune di Santa Fiora il passo indietro dello stesso Ciaffarafà.

«E’ bene chiarire tuttavia la vicenda che ha portato a questa candidatura. Il sottoscritto nelle ultime settimane aveva dato la propria disponibilità dopo tante richieste anche dai provinciali di Grosseto e personalità politiche di primo piano, al Comitato elettorale per una candidatura, ma le scelte sono state diverse e prese con un metodo poco lineare, tuttavia io le accetto dando il mio appoggio solido e leale a Vichi senza alcuna polemica».

«Non sarà certo difficile far capire alla gente che questi signori hanno gestito in questa legislatura circa 12 milioni di euro a fronte di 2600 abitanti, con risultati vergognosi e sotto gli occhi di tutti. Basti pensare alle tariffe del Teleriscaldamento, ai mega appalti per opere inutili, come la costruzione per 1.400.000 di un nuovo edificio per le scuole medie invece di utilizzare quelli esistenti. Oppure ai 660.000 euro per “aggiustare” La Serenella che è un piccolo disco pub all’aperto. Una serie di scelte scelerate e senza nessun criterio che mi auguro siano oggetto di attenzione da parte della Corte dei Conti e di chi deve vigilare su appalti e affidamenti dei lavori».

«E’ bene ricordare che sindaco e consiglieri comunali di maggioranza mi hanno querelato personalmente nel 2014, il processo è ancora in corso, per una dichiarazione politica resa al primo consiglio comunale in qualità di capogruppo di opposizione con l’intento di farmi tacere e mitigare la mia critica politica e amministrativa: ma non ci sono riusciti ed oggi siamo ancora qua. Tuttavia il clima che si respira a Santa Fiora è davvero pesante: le persone che comandano sono sempre le stesse e dunque il comportamento futuro da aspettarsi sarà lo stesso di 5 anni fa poiché i problemi e gli intrighi comunali sono i soliti di allora» continua Ciaffarafà.

«Cinque anni fa non siamo riusciti a mandare a casa il PD per dieci voti. Ci sono state polemiche, ricorsi e critiche che avevo fatto rispetto alle tante promesse che il PD aveva dispensato in qua e là. Addirittura siamo ricorsi al Prefetto poiché avevano designato un presidente di seggio nella figura della mamma dell’attuale vice sindaco e dunque di un candidato: insomma una serie di scorrettezze e di non osservanza delle regole che ha avuto dell’incredibile. Concludendosi addirittura con l’organizzazione all’ultimo momento di una lista civetta per distogliere voti alla nostra con un risultato ridicolo, ma comunque di disturbo. Nonostante tutto io sono riuscito a portare la nostra lista al 50% dei consensi: mi auguro che Paolo riuscirà a portarla al 51%».

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