Urbanistica, l’annuncio: «Oltre 250 nuovi appartamenti a sud della città, noi diciamo no»

GROSSETO – «Siamo alla vigilia di un’importante stagione di decisioni in materia urbanistica per la nostra città e per il nostro territorio, ma il Comune decide di svuotare il contenuto del del Piano operativo procedendo per varianti» a dirlo sono i gruppi consiliari di opposizione Pd e Lista Mascagni in una nota.

«Sta infatti per entrare nel vivo – spiega la nota – il lavoro che porterà alla revisione del Piano strutturale ed all’adozione del Piano operativo. Per tale delicata attività il Comune ha affidato l’incarico ad una prestigiosa professionista, l’architetto Silvia Viviani, presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica. La predisposizione di un piano urbanistico non è però mai un fatto solo di tecnici, perché si articola attraverso la significativa partecipazione dei cittadini, sia nella fase di proposta sia attraverso le osservazioni alle previsioni, una volta adottate. Del resto, laddove si coinvolgono rilevanti interessi della natura più varia, la partecipazione di più attori è garanzia di trasparenza e di democraticità nelle scelte che incidono sul futuro di un territorio».

«E’ perciò sorprendente – affermano i consiglieri – che la giunta e l’assessore all’urbanistica, proprio alla vigilia di una simile stagione, vogliano sottrarre alla discussione ed alla partecipazione connesse all’adozione di uno strumento pianificatorio, scelte rilevanti per il nostro territorio anticipandole ed imponendole con una serie di varianti al vecchio Regolamento urbanistico. Varianti sottratte non solo alla discussione cittadina ma anche al professionista incaricato dall’amministrazione stessa di sovrintendere il disegno futuro della città; un professionista, l’architetto Viviani, da sempre attento ai problemi della contemporaneità e del consumo di suolo».

«Trattasi, con ogni evidenza – prosegue la nota – di forzature che finiranno per svuotare di significato e di contenuti il nuovo Piano operativo. Nei giorni scorsi è approdata in consiglio comunale la variante sul verde pubblico, con la quale si è deciso di trasformare alcune aree verdi pubbliche in tessuto urbano, da cedere poi ai privati. Presto la giunta proporrà altre varianti finalizzate alla realizzazione di un’area artigianale, di una struttura di distribuzione commerciale e, soprattutto, un grande intervento edificatorio (250-300 appartamenti) su un terreno agricolo a sud della città: un intervento quest’ultimo che di fatto chiude, ancora prima che sia aperta, la discussione sul dimensionamento del piano, su quanta edificazione “spendere” nei prossimi 5 anni, e che avrà significativi effetti su di un mercato immobiliare già caratterizzato da una sovrabbondante offerta. Sono scelte importanti, che avrebbero trovato più appropriata sede di discussione nel Piano operativo e nella discussione con gli operatori e i cittadini».

«I temi in gioco sono molti. Ne sottolineiamo uno: la rigenerazione urbana della nostra città – sottolineano Pd e Lista Mascagni – pianificare un grande intervento residenziale su un’area agricola provocherà non solo l’effetto di compromettere le caratteristiche del nostro territorio, ma anche quello di disincentivare il recupero dell’esistente, rendendo più difficoltoso il recupero di aree urbane degradate. Sarà un’occasione persa, saranno ingenti risorse che invece di distribuirsi tra i quartieri cittadini (che hanno tanto bisogno di investimenti strutturali) andranno a collocarsi in un nuovo margine della città. Saranno nuove attività commerciali che contribuiranno a rendere se possibile ancora più fragile il centro storico. A tale riguardo verrebbe da ricordare alla Giunta, che tante promesse ha fatto in tema di sicurezza, che la sicurezza urbana passa anche (e forse soprattutto) dalle scelte urbanistiche.

«E scelte urbanistiche sbagliate finiranno per aumentare il senso di insicurezza – concludono i consiglieri –
anche perché l’espansione della città (laddove non motivata da esigenze demografiche), aumenterà le aree da controllare, i servizi da erogare e le strade da mantenere, per la qual cosa l’amministrazione già ora è in evidente difficoltà. Molte amministrazioni, in questi anni, hanno messo al vertice delle politiche urbanistiche la riduzione del consumo di suolo, la rigenerazione urbana, la scelta di nuove forme dell’abitare. A Grosseto la Giunta comunale e l’assessore all’urbanistica marciano compatti nella direzione opposta, proponendo una vecchia urbanistica con vecchie modalità tipiche della speculazione degli anni ’60. Questa città non ne ha bisogno».

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