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Il museo di Massa Marittima intitolato all’etruscologo Giovannangelo Camporeale

MASSA MARITTIMA – Tanta commozione e una grande folla ha partecipato sabato 16 marzo a Massa Marittima alla cerimonia d’intitolazione del Museo Archeologico a Giovannangelo Camporeale, l’etruscologo scomparso all’età di 84 anni nel luglio 2017. La targa, sistemata all’ingresso del museo è stata scoperchiata dal sindaco Marcello Giuntini insieme alla moglie Elena Fozzer visibilmente commossa ed emozionata dal tanto affetto dimostrato dalla città.

“Questa intitolazione è un atto dovuto che testimonia la vicinanza di Massa Marittima alla famiglia di Camporeale – ha detto il sindaco Marcello Giuntini – , un uomo e uno studioso che tanto ci ha dato in oltre 30 anni di lavoro agli scavi del Lago dell’Accesa che hanno permesso, non solo di scoprire nuove informazioni sulla vita quotidiana degli Etruschi, ma i reperti ritrovati hanno consentito la nascita del nostro Museo Archeologico. Voglio anche sottolineare che è la prima volta che in Italia un “luogo di cultura” è dedicato a Camporeale, e questo ci inorgoglisce ancora di più”, ha concluso Giuntini.

Dopo la scopertura della targa nella sala conferenze del museo davanti al pubblico, alcuni colleghi del professore come Luigi Donati, Giovanni Uggeri, Stefano Giuntoli, direttore degli scavi all’Accesa dopo il congedo di Camporeale, hanno voluto ricordare la sua figura e il suo lavoro con aneddoti e ricordi personali. Dopo queste testimonianze l’assessore alla cultura Marco Paperini ha presentato il volume “Costruire il passato in Etruria. Il senso dell’archeologia nella società contemporanea” (Edizioni ETS, 2018), seconda pubblicazione degli atti delle due giornate di studio in onore a Camporeale svolte nel settembre 2017 pochi mesi dopo la scomparsa dello studioso.

Il libro, sostenuto dal Consiglio Regionale nell’ambito delle Giornate Etrusche 2018, è stato curato dall’archeologa Carolina Megale (Università di Firenze), coordinatrice del Progetto Archeodig e dello scavo dell’area archeologica di Poggio del Molino a Populonia, autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative. Un testo importante che contiene un contributo dell’archeologo Daniele Manacorda (Università di Roma 3), e che fa il punto di quella che oggi viene chiamata archeologia pubblica della quale Camporeale fu decisamente un precursore “ante litteram”.

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