Gli edili scendono in piazza: «La Maremma è ferma, sbloccate i cantieri»

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GROSSETO – Arriva lo sciopero generale del comparto delle costruzioni: venerdì 15 marzo gli edili scendono in piazza per lo sblocco dei cantieri.

“La Grosseto-Siena, la Tirrenica – scrive il segretario generale Fillea Cgil, Gianni Bracciali – una politica straordinaria di manutenzioni, interventi sul dissesto idrogeologico, ristrutturazione e riqualificazione delle periferie, lo stop agli incentivi come energia rinnovabile della geotermia. Potremmo continuare e la lista sarebbe lunga. La provincia di Grosseto sconta un’inaccettabile isolamento infrastrutturale, unita al fatto che alcune aree della nostra provincia sono in enorme difficoltà per il mantenimento dell’occupazione”.

“I cantieri vanno sbloccati – afferma Bracciali – Dal 2010 al 2018, i posti di lavoro persi nella nostra provincia sono circa 3000, solamente per gli appalti sopra menzionati si sono persi 500, e altri 200 sono a rischio. Questa indecisione politica unita alle campagne elettorali permanenti, oramai da mesi, assistiamo al teatrino della politica italiana e in primo luogo l’attuale governo, che non riesce a dare seguito alle decisioni prese nel tempo”.

Il 15 marzo in piazza del Popolo, le tre federazioni di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, chiederanno la convocazione di un tavolo al ministero delle infrastrutture per decidere la priorità di intervento e lo sblocco delle opere già programmate e quasi completamente finanziate.

“Chiediamo inoltre – insiste Bracciali – una modifica del codice degli appalti che vada incontro alla qualità del lavoro e delle imprese, rafforzando il meccanismo del Durc con la congruità del costo della manodopera e il rispetto dei contratti collettivi di categoria. It In tutta questa incertezza, si aggiunge il fenomeno dei nonni sui cantieri, è inaccettabile che non si riesca a trovare sistemi flessibili di uscita per tutti quei lavoratori edili che vicini ai 70 anni, sono costretti a continuare di un lavoro gravoso e usurante prima di trovare una pensione dignitosa con un notevole aumento delle malattie professionali e infortuni”.

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