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Scarlino Energia attacca Benini: «La campagna elettorale la faccia sulla pelle di qualcun’altro»

FOLLONICA – Scontro tra Scarlino Energia e il sindaco di Follonica Andrea Benini. Contro il primo cittadino della città del Golfo arrivano le critiche della società proprietaria dell’impianto di incenerimento del Casone.

«Apprendiamo dalla stampa – si legge in una nota di Scarlino Energia – che il sindaco di Follonica Benini, all’interno di un dibattito a distanza tra candidati alle prossime elezioni amministrative, cita Scarlino Energia, insieme ad altri, tra i responsabili dei miasmi al quartiere Cassarello. Appena la settimana scorsa aveva annunciato, sempre a mezzo stampa, che i miasmi erano dovuti a varie concause (senza però specificare quali fossero)».

«Eppure il Sindaco Benini dovrebbe sapere, visto che è stata una sua precisa responsabilità, che il nostro impianto è chiuso da tre anni e che negli ultimi 10 anni (dalla sua prima autorizzazione) ha lavorato appena 800 giorni. A che titolo e per quali fini secondari il primo cittadino quindi ci cita ancora e infondatamente tra i responsabili del cattivo odore quando questo è presente e persistente indipendentemente dal fatto che noi siamo o non siamo in esercizio? Chi sta coprendo? Quali responsabilità ci sono dietro? Chi gli suggerisce affermazioni tanto approssimative e strumentali? Continua nell’operazione di accanimento contro Scarlino Energia quando è palese che tra miasmi che affliggono Cassarello e la nostra azienda non c’è evidentemente mai stato, né tantomeno può esserci adesso, nessuna correlazione?».

«Il Sindaco Benini risolva il problema, se ne è capace, invece di additarci responsabilità che non esistono. Indaghi sulle sorgenti odorigene con la stessa pervicacia usata in altri casi, faccia ricorsi al TAR e sostenga magari nuove class action. Ci lasci fuori, almeno questa volta, dalla polemica e se proprio siamo la sua ossessione, si concentri allora sulle promesse ai nostri dipendenti: faccia qualcosa per la loro ricollocazione. Non basta dire “abbiamo attivato dei tavoli”, i nostri dipendenti non sono ebanisti: qui sono in ballo altissime professionalità e qualifiche, sono ingegneri, chimici, periti industriali, ecc. Come li volete ricollocare, a vendere panini sulla spiaggia o fare i camerieri? E’ questo il futuro che ha in mente il Sindaco? Allo soluzione bisognava pensare prima di farci chiudere. Invece si è scelto la strada più comoda: prima ti faccio chiudere e poi troverò (forse) una soluzione. Sindaco Benini, la campagna elettorale la faccia sulla pelle di qualcun altro».

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