Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

«Hai la naftalina nel cervello». Bufera sul sindaco di Grosseto per il post alla consigliera

GROSSETO – Un commento del sindaco di Grosseto ha scatenato la polemica sui social. È bufera su Antonfrancesco Vivarelli Colonna dopo le parole scritte a commento di un post della consigliere comunale del Partito democratico Catiuscia Scoccati, che stamattina aveva scritto un ricordo della sua mamma scomparsa, un pensiero molto personale. «È primavera e tanti anni fa la “mi mamma” inondava di naftalina tutta la casa. Lei purtroppo non c’è più ma in questi giorni sento lo stesso odore. Forse è solo un odore collegato al periodo…».

Per commentare queste parole il sindaco ha scritto: «O forse hai la naftalina nel cervello…». Una frase che è stata subito criticata da diversi utenti su Facebook, tanto che quel post è stato poi commentato da decine di persone tra chi ha espresso solidarietà alla consigliera comunale e chi ha stigmatizzato le parole del sindaco.

E il commento del primo cittadino ha poi fatto il giro dei social anche perché è arrivato l’8 marzo, nella giornata internazionale della donna. Vivarelli Colonna si è poi scusato in altri commenti spiegando di essere stato frainteso. Sull’accaduto è intervenuto anche il segretario comunale del Pd Leonardo Culicchi: «C’era una donna che ricordava gli affetti più cari negli odori e più l’odore era intenso più il ricordo era vivido. Così nell’intenso odore della naftalina, la donna ricordava l’affetto più forte, quello della mamma che di naftalina inondava tutti gli armadi. Un giorno arrivò un uomo che aveva titoli nobiliari e terreni ma che, per sua sventura, non aveva ne’ ricordi ne’ affetti, perché chi finge di amare non può essere amato. Così, per invidia, si mangiò ogni pallina di naftalina dalla città. Tutti gli amici della donna, accortisi della malefatta, si precipitarono a casa della poveretta allarmati, convinti di trovarla nella più cupa disperazione ma con stupore trovarono la donna che sorrideva. Non vi preoccupate amici miei, quel pover’uomo non lo può sapere, gli odori che ricordano gli affetti sono nell’unico posto in cui non possano essere toccati…sono nell’anima».

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.