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Diamanti a prezzi gonfiati: «Gli esperti lo avevano detto, la truffa poteva essere evitata»

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Diamanti a prezzi gonfiati: «Gli esperti lo avevano detto, la truffa poteva essere evitata»
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GROSSETO – «“L’avevamo detto”. E’ una frase sempre spiacevole da dire e sgradevole da ascoltare. Stigmatizza generalmente eventi negativi che avrebbero potuto essere evitati» è il commento del presidente Federpreziosi Confcommercio Grosseto, Alessandra Merli, al caso della truffa dei diamanti che, per il momento, a Grosseto conta 22 contenziosi aperti.

«E’ stato necessario – spiega Federpreziosi in una nota – il pesante intervento di ieri da parte della Guardia di Finanza di Milano su mandato della procura meneghina per dare finalmente il via a seri interventi nei confronti degli operatori e delle aziende coinvolti nella truffa dei diamanti cosiddetti da investimento, interventi che, siamo certi, porteranno in maniera definitiva e in tempi brevi a positive soluzioni per le migliaia di risparmiatori, tra cui anche nomi noti che danno ancora maggiore risalto alla notizia, i quali, malgrado gli interventi delle Associazioni e delle istituzioni preposte ai controlli, vedevano minacciata la possibilità di recuperare il denaro investito in diamanti agli sportelli bancari. Ci riferiamo ai sequestri preventivo per oltre 700 milioni di euro a carico delle persone giuridiche ritenute responsabili della presunta maxitruffa sulla vendita di diamanti cosiddetti “da investimento – Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment – e degli istituti di credito che ne avevano favorito l’operatività: Banco Bpm – Banca Aletti, UniCredit, Intesa San Paolo e Montepaschi. Indagate una settantina di persone coinvolte a vario titolo per i reati di truffa, autoriciclaggio, ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza».

«Questi fatti – sottolinea Merli – che coinvolgono persone dello spettacolo riaccendono i riflettori sulle truffe ai danni di moltissimi risparmiatori meno noti, anche della provincia di Grosseto, ma altrettanto illusi da chi non aveva le conoscenze ma la spregiudicatezza di vendere diamanti a prezzi gonfiati. A tutela del nostro comparto ed in particolare a nome dei gioiellieri associati a Federpreziosi Grosseto, ma soprattutto a tutela del consumatore finale, il consiglio è quello di rivolgersi al gioielliere di fiducia, affidarsi alla sua esperienza e competenza per comprare diamanti, anche da investimento. “I gioiellieri lo avevano detto”. Perché, se è vero che l’allerta venne data in maniera eclatante dall’inchiesta Report del 17 ottobre 2016, è stato nel settembre di quell’anno che Federpreziosi Confcommercio ha nuovamente portato all’attenzione dei mass media anche della Consob – dopo averlo già fatto nel 2011 a seguito dei ripetuti interventi sui mass media sul tema – e degli organismi di vigilanza una problematica che rischiava di avere pesanti conseguenze per gli operatori e per il pubblico. Lo ha fatto nella sede della manifestazione fieristica più importante al livello nazionale e internazionale per il settore della gioielleria, VicenzaOro, con il convegno “Trasparente come un diamante” alla presenza dei maggiori esperti del settore, dalla produzione alla commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio».

In quella sede il Presidente nazionale di Federpreziosi Confcommercio, Giuseppe Aquilino, aveva dichiarato: «Quello dei diamanti è un “business” che, con il perdurare della crisi e gli scossoni che i mercati subiscono con una certa violenza, si affaccia sempre più spesso sulle pagine dei giornali. L’idea che più spesso passa attraverso i canali dell’informazione è che un funzionario di banca o di una società intermediatrice sia più attendibile di un gioielliere, anche se è quello di fiducia. Ora l’acquisto rischia di non essere più legato al piacere di vederlo montato su di un bel gioiello da indossare, ma, semplicemente, il diamante sembra essere annoverato fra le strategie alternative per proteggere il proprio denaro dall’altalena dei nervosi mercati finanziari. Si parla di bene rifugio, di beni da investimento, di migliori quotazioni – ora per le pietre più grandi, ora per quelle più pure – di qualità gemmologiche, di risparmio tutelato, ma anche di rivalutazione delle somme impiegate».

«In contemporanea – chiarisce Federpreziosi – venne avviata una più intensa azione di sensibilizzazione attraverso comunicazioni stampa, presenza dei dirigenti della Federazione e dei gioiellieri in trasmissioni televisive e radiofoniche, e, addirittura, attraverso le vetrine dei punti vendita con messaggi in cui si invitava a entrare e chiedere informazioni sui diamanti. Nell’ottobre 2017 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sanzionava per oltre 15 milioni di euro le due società venditrici e le quattro banche, ritenendo ingannevoli le modalità di offerta dei diamanti come investimento. Ora il problema si è finalmente manifestato nelle sue giuste dimensioni e i danni si sono rivelati, purtroppo ancora più rilevanti del previsto. I mezzi d’informazione a livello nazionale e a livello locale hanno seguito con sempre maggiore attenzione l’evolversi della situazione e gli eventi – anche tragici, come il suicidio del titolare di una delle società coinvolte nella vicenda e del successivo fallimento della stessa».

«Gli interventi delle associazioni di tutela dei consumatori – dice ancora la nota dell’associazione – e le sentenze dell’ottobre 2017 e del Tar Lazio dello scorso novembre, che si è espresso sul ricorso di tre banche Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e Banco BPM e due società venditrici di diamanti, Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment, confermando la multa Antitrust, e la notizia che il Tribunale di Milano ha avviato il fallimento di IDB, hanno accelerato le procedure per consentire agli “incauti” acquirenti di rientrare in possesso del loro fallimentare investimento, ma le procedure stavano recentemente subendo rallentamenti».

«E’ auspicabile – conclude Aquilino – che i recenti avvenimenti che hanno portato al sequestro di un ingente quantitativo di beni, e i reati ipotizzati di truffa aggravata e autoriciclaggio portino a fare definitiva chiarezza nell’interesse di tutti: clienti e operatori».

Redazione
21 Febbraio 2019 alle 16:05
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