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#tiromancino – Omofobia. La rivolta dei 16enni grossetani riscatta un’intera comunità

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C’è sempre un motivo per essere ottimisti. E quando la ragione argomenta a favore del pessimismo, come diceva Antonio Gramsci, bisogna rifarsi all’«ottimismo della volontà».

A dispetto del clima psicologico malmostoso che ammorba il Paese, iniziamo il 2019 cavalcando un ottimismo non di maniera, allora. Perché da Grosseto, archetipo della provincia profonda italiana, arriva una buona notizia che ci riguarda tutti.
La buona notizia è che un gruppo di ragazze e ragazzi molto giovani – diciamo in termini generazionali dei sedicenni – ha reagito compatto di fronte a un brutto episodio di discriminazione omofoba nei confronti di due adolescenti omosessuali che si sono baciati nel corso di una festa di capodanno. Il fatto di cronaca è stato riportato dal quotidiano Il Tirreno, cronaca di Grosseto, nell’edizione del 2 gennaio. Al primo articolo, poi, ne sono seguiti altri il 3, 4 e il 5 gennaio. Di fatto un buttafuori che faceva parte del servizio d’ordine è intervenuto in modo molto brusco, ingiustificatamente brusco, per separare i due ragazzini che ad una festa si stavano baciando sulla pista da ballo, come stavano facendo moltissimi altri coetanei per festeggiare l’arrivo del 2019. «Qui tra uomo e uomo non è permesso», ha appellato i due adolescenti il buttafuori, strattonandoli brutalmente, in una malintesa missione moralizzatrice per conto di dio.

A fronte di tanta idiozia, tutti gli amici dei due hanno immediatamente reagito protestando educatamente ma fermamente con gli organizzatori della festa, che per fortuna hanno richiamato all’ordine lo scostumato addetto alla sicurezza. Buttafuori che il titolare dell’agenzia ha reso noto essere di colore, cercando un po’ maldestramente di giustificarne il comportamento sostenendo che probabilmente c’era stato un fraintendimento fra lui e i due ragazzi, dovuto al fatto che non parlerebbe bene l’italiano. Un episodio paradossale nel quale coesistono due discriminazioni: quella ai danni di due persone omosessuali maltrattate in quanto tali, e quella nei confronti del buttafuori che avrebbe commesso una cazzata in quanto, sottinteso, povero “negro” non in grado di spiegarsi nella nostra lingua. Non perché omofobo.

Ma al di là di questo, quello di cui gioire magno cum gaudio è l’atteggiamento maturo, consapevole e profondamente civile del gruppo di “sedicenni” che hanno reagito senza pensarci un attimo alla discriminazione. E che poi, nei giorni successivi, hanno continuato a difendere le loro ragioni – quelle della tolleranza e del rispetto della libertà degli altri – sia su fb, mezzo di comunicazione del quale sono nativi, sia intervenendo sul Tirreno. Rovesciando così lo stereotipo – alibi comodo per gli adulti – dei giovanissimi inconsapevoli, dediti solo ai selfie (invece quelli “grandi” no, specie certi politici………), ai videogiochi e ai bagordi con shottini alcolici o di droga. Dimostrando non solo di sapersi ancora ribellare e imbestialire, ma anche di farlo in omaggio a una visione positiva e libertaria dei rapporti umani e di coppia.

A tutti loro un grazie di cuore. E siccome è inutile provare a interpretare quel che hanno detto, meglio chiudere questo #tiromancino di grande soddisfazione riportando quel che hanno scritto su facebook.

«Prima di commentare abbiate almeno la decenza di informarvi sulla verità. Io e altri ragazzi eravamo a quella festa ed eravamo presenti anche in quel momento. (I nostri amici) non stavano facendo nulla di male, si stavano scambiando un semplice gesto di affetto quando il buttafuori si è avvicinato e si è gettato su di loro senza un motivo, quando dovunque uno si girava c’erano persone che si baciavano. Ma ovviamente a lui l’occhio è cascato su di loro. Come tanti sono rimasti sorpresi del fatto che nel 2019 ci sono ancora queste discriminazioni, noi siamo rimasti sorpresi del fatto che nessuno di voi, leggendo il giornale, si è reso conto che questi due ragazzi sono minorenni, che sono stati aggrediti da una persona il cui compito è quello di dare protezione e di controllare. Qui sorge una domanda: ci possiamo mai davvero fidare di coloro che dovrebbero proteggerci?… Noi siamo quei ragazzi che nel 2019 non vogliono più stare zitti perché ci hanno insegnato a rispettare i grandi, quando siete (voi) i primi a non rispettare noi. Da ora in poi parliamo quando toccate uno di noi. Perché questo 2019 ci ha permesso di svegliarci e di renderci conto che tutto questo mondo fa solo schifo… Tutti quelli che hanno commentato: se fosse successo a voi alla nostra età, o ai vostri figli, come avreste reagito? Non pensate solo a quel che vi fa comodo ma anche a quel che a volte per alcuni è scomodo».

Il 2019 inizia bene. Col sorriso sulle labbra.

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