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Rifondazione all’attacco: «Resort nella spiaggia dei sogni, così diventerà irraggiungibile»

FOLLONICA – “Alla fine dell’anno si sono rincorse notizie preoccupanti per quello che riguarda l’accesso libero e gratuito della spiaggia di Cala Civette”. Inizia così una nota del coordinamento Alta Maremma di Rifondazione Comunista.

“Quella spiaggia, forse una delle più belle del Golfo di Follonica, non è mai stata facilmente accessibile – afferma Rifondazione – Il sentiero per arrivarci è impervio o nascosto dal lato di Cala Violina. Oppure, si può raggiungere la spiaggia, parcheggiando, guadando la foce del fiume Alma con l’acqua alle ginocchia e poi, camminando ancora. Cala Civette è sempre stata una spiaggia libera. E se forse non è mai stata “per tutti”, a causa delle difficoltà di raggiungimento, è sempre stata sicuramente una spiaggia per molti. O per lo meno per chi, con un po’ di sforzo, sceglieva di uscire dal circuito dei bagni a pagamento”.

“Lì vicino però – insiste il coordinamento di Follonica e Scarlino – si trova una villa di proprietà privata. Proprio recentemente l’attuale proprietà ha dichiarato di voler costruire in loco un resort per nababbi. La conseguenza sarebbe, purtroppo, un ulteriore peggioramento della possibilità di raggiungere la spiaggia. Che quindi, rimarrebbe pubblica e libera, ma di fatto impossibile da raggiungere. Adesso probabilmente si apriranno le trattative tra il proprietario e la collettività, rappresentata dal Comune di Scarlino”.

“Come Rifondazione Comunista chiediamo che il Comune affronti la trattativa nell’ottica degli alti principi stabiliti dalla nostra Costituzione – chiude il partito – In particolare, ispirandosi ai criteri “dell’utilità sociale” (art. 41 Cost.), “dell’interesse generale” (art. 42 Cost.) e “del preminente interesse generale” (art. 43 Cost.), ribadendo che la proprietà privata esiste solo se ed in quanto se ne assicuri la “funzione sociale” e l’ “accessibilità a tutti” (art. 42 Cost.). In definitiva, vogliamo che il diritto dei cittadini di poter accedere a quel luogo pubblico e storicamente appartenente, come “bene comune”, alle comunità affacciate sul Golfo, sia mantenuto anche in futuro. Rifondazione Comunista collaborerà con tutti coloro che vorranno impegnarsi, istituzioni e singoli, partiti e associazioni, che vorranno combattere ogni ingiusta limitazione dell’accesso alla spiaggia pubblica”.

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