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Fatturazione elettronica, Fratelli d’Italia: «Governo con un decreto rinvii al 2022»

Fabrizio Rossi: “Pochi vantaggi, tanti costi per piccole imprese e partite Iva” “Il portale dell’Agenzia dell’Entrate è subito andato in tilt!”

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GROSSETO – Com’è noto è scattato dal 1 gennaio, il folle obbligo della fattura elettronica per una grandissima parte delle partite iva. “Un fardello burocratico, – dice Giorgia Meloni, leader di FDI – che rischia di mettere in difficoltà, se non di far chiudere migliaia di piccoli artigiani, commercianti, ristoratori, aziende agricole, e tantissime altre attività con la partita Iva”. Al commento di Giorgia Meloni, si aggiunge quello di Fabrizio Rossi, portavoce provinciale di FDI-Grosseto: “ questo provvedimento potrebbe apparire vantaggioso per tutti, ma a una più attenta valutazione,  rischia di gravare ulteriormente sulle piccole e medie imprese disseminate sul territorio italiano e sulla nostra provincia”. L’obbligo di fatturazione telematica rischia di essere semplicemente un altro modo per vessare le aziende, in particolare quelle piccole, già massacrate da tasse e burocrazia. La proposta di Fratelli d’Italia è quella di far slittare l’entrata in vigore dell’obbligatorietà della fatturazione elettronica al 2022, almeno per quanto riguarda le piccole e medie imprese”.

“Se poi contiamo, – continua Rossi – che il portale dell’Agenzia dell’Entrate è andato subito in tilt nel primo giorno di utilizzo, al danno di non poter emettere la fattura elettronica con le conseguenze fiscali che ne potrebbero derivare, si aggiunge anche la beffa per le migliaia di piccole imprese e partite Iva”.

“La nostra proposta – afferma Fabrizio Rossi, – è frutto del buon senso, in special modo in un momento di estrema difficoltà per le imprese locali. Pensare di introdurre queste novità significa non tenere in considerazione il disagio delle piccole attività, che dovranno fare i conti con costi che andranno a gravare su queste categorie di imprenditori”.

“Le piccole attività artigiane, per esempio, spesso gestite familiarmente, dovranno dotarsi di software specifici. Quindi, significherà sobbarcarsi di costi fissi importanti per attività che spesso fatturano poco più di qualche migliaio di euro. Inoltre, data la complessità della compilazione elettronica, molti dovranno affidarsi a personale specializzato o deputare la fatturazione ad agenzie di servizi. È impensabile, – conclude Rossi – che tutto questo avvenga senza danno per le attività locali che a fatica resistono alla concorrenza delle multinazionali. Altresì non si va davvero a colpire l’evasione fiscale, ma aggravano di ulteriori oneri economici professionisti, artigiani e commercianti già sottoposti a dura prova dalla crisi economica, negli ultimi 10 anni.

 

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