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In centro niente più alcolici dopo le 21. L’opposizione insorge: «Arriva il proibizionismo»

GROSSETO – «Per il nuovo anno il Sindaco e la sua maggioranza hanno in serbo un regalo speciale per i grossetani, talmente incredibile che noi per primi abbiamo stentato a crederci: con il 2019 sarà inaugurata un’epoca di proibizionismo pari solo a quella vissuta negli Stati Uniti agli inizi del secolo scorso» a dirlo sono i gruppi consiliari di opposizione Pd e Lista Mascagni in riferimento ai nuovi regolamenti presentati dalla maggioranza su decoro e polizia urbana.

«Secondo la Giunta è una questione di ‘decoro’ e ‘polizia urbana’ – proseguono i due gruppi in una nota – come recita il titolo dei due regolamenti incriminati che sono stati presentati nelle commissioni consiliari. Cominciamo dal primo. L’articolo 8 introduce per il centro storico ‘Limiti agli orari di vendita e asporto delle bevande alcoliche’, intervenendo dunque tanto sulla vendita pura e semplice, ovvero nell’ambito delle attività di somministrazione, quanto sulla vendita per asporto: “Nell’area del centro storico interna al perimetro delle Mura Medicee, nelle aree in quota e nell’area perimetrale esterna alle stesse Mura Medicee, è fatto divieto di vendita … di alcolici di ogni gradazione, in qualunque contenitore, dalle 21 fino alle 6”. Ulteriormente si estende il divieto ai produttori diretti (artigiani, industriali, imprenditori agricoli) e alla vendita per asporto. Unica possibilità di deroga in caso di manifestazioni patrocinate od organizzate dal Comune».

«Baristi e ristoratori sono avvisati – dice ancora la nota – al calar del sole niente più vino, birra, cocktail e ammazzacaffè, solo acqua, chinotto e succhi di frutta. Le conseguenze in caso di inottemperanza? Non si scherza: anche la chiusura dell’attività. Questo solo per il centro storico, al di fuori delle Mura scatenate pure l’inferno. Con buona pace per la sicurezza specie dei più giovani, perché se la ‘movida’ certo porta con sé alcune problematiche, consente tuttavia di circoscrivere le serate dei nostri ragazzi entro un’area ‘protetta’ qual’è il centro storico, evitando che si spostino da un locale all’altro in automobile».

«Ma non è tutto – continuano Pd e Lista Mascagni – il nuovo Regolamento di Polizia Urbana presentato dall’assessore alla Sicurezza all’articolo 7 introduce il divieto assoluto, sull’intero territorio comunale, di consumo di “bevande alcoliche di qualsiasi genere in qualsiasi tipo di contenitore, ovvero qualsiasi tipo di bevanda in contenitori di vetro, in tutte le aree pubbliche o private ad uso pubblico, al di fuori delle aree pertinenziali dei pubblici esercizi regolarmente autorizzati”. A meno che non vogliate beccarvi una multa salata, fino a 300 euro, addio birretta fresca sul lungomare di Marina, e addio al bicchiere di vino durante il pic-nic con la famiglia in pineta o alla Steccaia. Ma attenzione: addio anche alla ‘movida’ in centro, perché allontanarsi con il bicchiere in mano di qualche metro al di fuori dell’area concessa al bar costerà caro: sempre fino a 300 euro. Ma questo è certo lo scenario più improbabile, visto che dopo le 21 diventeremo tutti astemi. Qualunque fosse l’intendimento della giunta, i testi che sono stati partoriti non lasciano spazio a dubbi e non potranno che essere applicati dagli organi accertatori per quello che vi sta scritto, senza margini di discrezionalità».

«Il ‘merito’ più grande naturalmente – conclude la nota – va al partito di maggioranza, la Lega, che per una straordinaria legge del contrappasso a forza di inveire contro il mondo islamico è riuscita a introdurre a Grosseto divieti che troviamo solo nei paesi islamici più integralisti. Ci sarebbe davvero da ridere se la cosa non fosse terribilmente seria. Gli effetti derivanti dall’applicazione di queste norme saranno devastanti: innanzitutto per le attività economiche, ma anche per il Comune. Si tratta infatti di norme ad altissimo rischio di illegittimità, e sul capo dell’amministrazione potrebbero arrivare ricorsi e richieste risarcitorie come se piovesse. Il tutto senza tralasciare la portata sociale e culturale di norme talmente illiberali e liberticide. Lanciamo allora un appello alla giunta, ed ai colleghi della maggioranza: fermatevi finché siete in tempo e ritirate queste norme».

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