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Qualità della vita: «Tutti hanno colpe per il pessimo risultato. Nessuno ha puntato sulla vivibilità»

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GROSSETO – «Grosseto è precipitata al 66mo posto nella classifica delle città in cui si vive meglio. Siamo vicini al fanalino di coda, e subito si scatena la ridicola commedia dello scarica barile e delle proposte irricevibili» questo il commento di Michele Scola, presidente della sezione maremmana di Italia Nostra, che interviene nel dibattito sulla qualità della vita.

«Stupisce in primo luogo l’intervento del Sindaco di Grosseto – dice Scola – che, con mossa poco elegante, attribuisce la colpa agli altri comuni della provincia, la cui somma in abitanti a fatica uguaglia i residenti nel capoluogo, quando poi uno dei parametri più scadenti, veramente in coda, è la sicurezza pubblica e i reati contro la persona e il patrimonio. Insomma, caro Signor Sindaco, dove manderebbe i suoi figli soli di notte? Sulle mura di Grosseto o in quelle di Massa Marittima? La città che amministra è, signor Sindaco, insicura, disordinata, sporca, trafficata e maleducata».

«Ma non tutte le colpe sono del Sindaco – continua il presidente – visto il passato amministrativo della città. La presente amministrazione ci sembra in perfetta linea con le due ultime amministrazioni di centro sinistra. Lo stesso centro sinistra ora critica il sindaco per aver fatto quel passo che ha fatto precipitare Grosseto nel baratro precedentemente scavato da qualcun altro, cioè dal Centro sinistra stesso. Ad essere obiettivi, ad esempio, la puzza di discarica che ormai caratterizza il paesaggio maremmano intorno alla città, e che ormai fa parte dell’identità culturale dei suoi cittadini, ce l’ha gentilmente regalata l’allora presidente della Provincia, col beneplacito del sindaco, così come gli altri impianti di biogas disseminati come funghi nella provincia, e la kafkiana vicenda dell’inceneritore di Scarlino».

«Cosa ci possiamo aspettare? – chiede in conclusione Scola – Che i problemi possano essere risolti da chi li ha creati? Le ricette del Sindaco, appoggiate anche da Confindustria, sono quelle di spingere nella direzione dello sviluppo (intendendo così che i Grossetani sono sottosviluppati?), estendendo il tessuto industriale e produttivo, investendo sulle infrastrutture, come ad esempio l’autostrada tirrenica. Forse non hanno capito che sono stati  bocciati sui parametri della vivibilità urbana, come la gestione del verde pubblico, le politiche giovanili, la scuola, il sostegno alle famiglie, il traffico, tutti i frutti, insomma, del degrado urbano e sociale che si porta dietro questo modello di sviluppo insostenibile. Non ci siamo proprio! E non ce la sentiamo nemmeno di spiegarvi dove state sbagliando: ve lo abbiamo già detto tante altre volte. Solo la tutela del paesaggio e dell’ambiente urbano creano situazioni di armonico e felice sviluppo dell’essere umano, dei vostri cittadini».

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