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Grosseto wave ospite della redazione de IlGiunco.net: «Ecco perché restiamo anonimi»

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GROSSETO – I ragazzi di Grosseto wave sono stati ospiti della nostra redazione. Questa mattina i due ideatori della celebre pagina satirica sono stati intervistati dal direttore Daniele Reali, nell’appuntamento in diretta Facebook. Una lunga chiacchierata, per capire come è nato Grosseto wave e come vengono ideati i post e le foto.


«L’idea ci è venuta quasi per caso – raccontano ben celati dietro una maschera da alieni – stavamo al bar, a bere una Tassoni (era il marzo del 2017), e la cosa è iniziata per gioco. Abbiamo pensato che poteva essere un modo per rendere Grosseto una realtà più internazionale e aperta al mondo: abbiamo voluto accostare elementi di cultura Pop alla nostra provincia perché nessuno lo aveva mai fatto prima».

Hanno aperto un gruppo Facebook (a questo LINK) e uno instagram, «e sono iniziate ad arrivare le prime soddisfazioni». A farla da padrone sono i meme, immagini che si ripetono, e che vengono utilizzate per illustrare le frasi più disparate, creando situazioni differenti da quello per cui sono state generate. Un modo per prendere in giro le mode su internet, magari la Ferragni, o qualche altro personaggio famoso, «elementi di Grosseto, o personaggi locali, come il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna a cui accostiamo elementi pop che possano rendere l’immagine divertente».

Il lavoro nasce da uno scambio costante, non solo tra i due amministratori della pagina, ma anche con i follower che a volte inviano a loro volta die meme da pubblicare. La scelta di restare anonimi, come raccontano «è ben ponderata. Grosseto è un paesone, non una metropoli, e a tutti piace parlare di tutti. Ci sono tanti gossip tante situazioni che spingono tutti a voler sapere chi sta dietro a cosa. Quello che volevamo fare era di far capire che Grosseto è bella e ganza di suo, senza oscurarla, senza che la gente si concentrasse su di noi, ma solo sulla nostra terra. Insomma, il successo di questa iniziativa non è solo merito nostro ma della maremma stessa».

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