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Spazi comunali solo agli antifascisti: «Ricordiamo che il fascismo non è un’opinione. E’ un crimine»

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GAVORRANO – «Insieme a molti altri, in Italia e in Provincia, il Consiglio Comunale di Gavorrano ha approvato una mozione , su proposta dell’Anpi, che richiede di cambiare il regolamento di concessioni di spazi pubblici, chiedendo a chi vorrà manifestare negli spazi e locali pubblici, anche allestendo gazebo, di sottoscrivere una dichiarazione che attesti la condivisione, da parte del soggetto interessato, dei valori democratici e antifascisti» a dirlo è una nota congiunta della sezione Gavorrano/Scarlino con il comitato territoriale dell’Anpi.

«L’iniziativa – spiega l’Anpi – è coerente con la Costituzione della Repubblica, nata dalla Resistenza Puntualmente, come sempre accade quando si parla di lotta al fascismo e si prendono decisioni in merito alla difesa della democrazia, non mancano esponenti politici che protestano, reclamando la libertà di pensiero. Costoro sono mossi da un impulso di parte, e così facendo dimostrando la loro appartenenza ad una ideologia che ha ridotto l’Italia e l’Europa in cenere, togliendo libertà e dignità all’essere umano. Ad essi replichiamo che il fascismo è tutto meno che una opinione: è un crimine. E che come tale deve essere contrastato e perseguito. Sempre e comunque».

«A tutti coloro che ritengono, anche in buona fede, che la dicotomia fascismo-antifascismo sia ormai roba del passato – chiarisce Anpi – e che adesso ci si debba occupare d’altro, diciamo che non c’è mai il tempo in cui l’odio e la violenza possano definirsi battuti definitivamente, come purtroppo attestano le tante manifestazioni xenofobe e razziste che sono messe attualmente in atto da movimenti che più o meno apertamente si richiamano al fascismo; manifestazioni che diffondono disvalori contrari ai fondamenti civili, etici e religiosi del nostro Paese. Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Montemaggio, Fucecchio e, in provincia, Niccioleta, Maiano Lavacchio, Frassine, sono toponimi che ci impegnano a tramandare il ricordo delle stragi naziste e fasciste ivi avvenute: lo dobbiamo alle vittime anche innocenti e a noi contemporanei, perché la memoria di quanto ha potuto fare la ferocia nazifascista è il più forte antidodo contro sempre possibili ricadute dittatoriali. Ed è rinverdendo continuamente i valori della libertà e della democrazia che si rende evidente il nesso tra la Resistenza e la costruzione di un mondo migliore, più giusto. Dove la sopraffazione dell’uomo sull’uomo, e la diffusione di idee aberranti che portano esclusione e sopruso, siano finalmente messi al bando».

«Perciò condividiamo e sosteniamo con forza e convinzione la scelta fatta dal Comune di Gavorrano – conclude l’associazione dei partigiani – sperando che altri seguano il suo esempio, perché volta ad affermare la volontà che il razzismo, la xenofobia, e ogni altra forma di discriminazione, abbiano meno possibilità di attecchire nel territorio. Qui hanno piena cittadinanza la tolleranza, il rispetto reciproco, il pluralismo, l’uguaglianza e l’accoglienza. La pace».

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